Procede senza sosta la lotta delle forze dell’ordine agli illeciti legati all’emergenza epidemiologica da Covid-19 nella regione Campania. Durante un servizio di controllo del territorio, i carabinieri della stazione di Acerra hanno deferito all’autorità giudiziaria per manovre speculative su merci un quarantottenne del posto che, nella propria abitazione, aveva messo su una piccola catena di produzione abusiva di mascherine sanitarie e attirava possibili acquirenti pubblicizzando la propria attività tramite alcuni annunci pubblicitari inseriti online. I militari, a seguito di una perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto 22 mascherine già pronte e diverso materiale utile alla produzione dei dispositivi sanitari come elastici, supporti di gomma e colla, il tutto senza alcuna indicazione che ne dimostrasse l’origine. Quanto ritrovato all’interno della casa è stato posto sotto sequestro, nell’attesa che ulteriori accertamenti che riescano a risalire alla provenienza degli oggetti rinvenuti.
Due giorni fa, il 18 marzo, i falchi della squadra mobile della polizia di Stato sono intervenuti presso un’abitazione privata sita in via Napoli a Casoria, eseguendo un’approfondita perquisizione della struttura. Dalle ricerche degli agenti sono emerse diverse scatole contenenti ben 875 mascherine, stipate in un box nel giardino della casa e prive di scheda tecnica, e di appropriato confezionamento ermetico e di una qualsiasi indicazione sulla data di scadenza. Tutto il materiale ritrovato, giudicato come non idoneo all’uso sanitario, è stato posto sotto sequestro mentre il proprietario di casa, un napoletano di quarantaquattro anni con precedenti di polizia, è stato deferito all’autorità giudiziaria per ricettazione e sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale. Lo scorso 4 marzo invece a Varcaturo, frazione costiera del popoloso Comune di Giugliano in Campania, i finanzieri della locale compagnia, coordinati nelle indagini dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, avevano portato alla luce come in una parafarmacia del luogo si vendessero due tipi di mascherine, le cosiddette Life Guard e le monovelo, a prezzi estremamente più alti rispetto alle usuali tariffe di mercato.

