Continua ad arricchirsi di nuovi dettagli e nuove testimonianze l’inchiesta della Procura di Napoli che tenta di far luce sul presunto caso di abusi sessuali che vede coinvolto un ex professore dell’Accademia delle Belle arti (l’uomo nei giorni scorsi ha dato le proprie dimissioni irrevocabili), che secondo l’accusa avrebbe adescato una propria allieva del primo anno inducendola, sotto minaccia di bocciatura, ad inviargli foto intime e consumare rapporti completi. Oggi, infatti, su disposizione del sostituto procuratore Cristina Curatoli, in forza alla sezione “Fasce deboli” del Tribunale di Napoli, sono stati acquisiti i dati “sensibili” dal computer che il docente aveva spontaneamente consegnato attraverso i suoi legali, gli avvocati Maurizio Sica e Lucilla Longone.
La vicenda è sempre più spinosa, con gli inquirenti determinati a fare chiarezza nel minor tempo possibile. E proprio in quest’ottica, i pubblici ministeri stanno raccogliendo testimonianze e resoconti da quanti, all’interno dell’Accademia, possano fornire dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi. Così, nella giornata di ieri, erano state già ascoltate tre studentesse dell’istituto, in quanto persone informate dei fatti. Il resoconto fornito dalle allieve, pur se coperto nei contenuti dal segreto istruttorio, sembra confermare ciò che si era ipotizzato fin dal primo momento: che vi siano molte pagine della vicenda ancora da esaminare e passare al setaccio dall’autorità giudiziaria.

