Hanno fatto molto discutere gli assembramenti e la diffusa inosservanza delle regole di distanziamento sociale registrati, in Campania e in altre parti d’Italia, durante l’ultimo fine settimana: luoghi di ritrovo presi d’assalto, traffico in tilt e diversi episodi di violenza hanno caratterizzato il primo weekend di riapertura a Napoli e negli altri principali centri della Regione. Comportamenti che, in una fase delicata come quella attuale, potrebbero avere gravi conseguenze sull’andamento della crisi epidemiologica. Ad esprimersi in maniera decisa, in tal senso, è stato il dottor Paolo Ascierto, noto oncologo dell’ospedale Pascale di Napoli: “La scorsa settimana è stato un momento importante – ha affermato il medico in una nota pubblicata sulla propria pagina Facebook – a 14 giorni dalla riapertura del 4 maggio. I numeri oggi sono rassicuranti e, possiamo dirlo, siamo stati bravi. Ma – continua l’oncologo – siamo adesso a 100 metri dal traguardo e manca un ultimo sforzo, quello finale. È vero, l’estate è alle porte e ormai le giornate sono calde e soleggiate, ma prego soprattutto i giovani di fare attenzione a rispettare le norme base di prevenzione: usate sempre la mascherina, rispettate il distanziamento sociale minimo e lavate spesso le mani. È un sacrificio in più – conclude Ascierto – ma ne vale la pena, perché il momento che stiamo vivendo può davvero influenzare il nostro e il vostro futuro”.
La preoccupazione del medico del Pascale è condivisa anche dall’Unità di crisi della Regione Campania, che dopo aver esaminato la situazione epidemiologica all’indomani dell’ultimo weekend, in una nota ufficiale ha rinnovato con fermezza l’invito “al rispetto delle ordinanze in vigore e a evitare comportamenti irresponsabili che potrebbero determinare una risalita della curva dei contagi. Si ricorda – continua il comunicato stampa – che non sono consentiti assembramenti e che è obbligatorio indossare la mascherina. I dati degli ultimi giorni non rivelano che il Covid-19 sia sparito o addirittura che sia stato debellato. È fondamentale il senso di responsabilità di ciascuno a tutela della salute di tutti. Si ricorda infine – conclude l’Unità di crisi – che i cittadini hanno il dovere di attenersi rigorosamente alle disposizioni per evitare che il contagio riprenda con drammatiche conseguenze sanitarie e sociali”.

