Michele Antonio Gaglione è ora accusato dai giudici della Procura della Repubblica di Nola di omicidio volontario. Il giovane trentunenne originario di Caivano e residente nel Parco Verde nella sera dell’11 settembre scorso provocò la morte della sorella Maria Paola, appena ventenne, facendola cadere dallo scooter mentre era assieme al suo fidanzato Ciro, un ragazzo transgender di 22 anni.
L’efferato femminicidio si consumò lungo le strade di Acerra, nel Napoletano: l’assassino aveva inseguito per diversi chilometri la coppia a bordo dello scooter e poi, in preda alla follia omotransfobica, aveva speronato i due facendoli cadere rovinosamente sull’asfalto. Quella caduta fu fatale per la povera Maria Paola, che perse la vita al momento del terribile schianto. Ciro, invece, riuscì a sopravvivere all’impatto, rimanendo però gravemente ferito. In quel frangente drammatico e violento, il fratello della vittima, non contento, invece che soccorrere la sorella che giaceva a terra senza vita, si precipitò addosso al suo ragazzo, prendendolo a calci e pugni nonostante riversasse al suolo ferito e in stato confusionale. Il ventiduenne transgender fu, per fortuna, soccorso dai sanitari del 118 e portato nella clinica più vicina, dove ricevette le cure necessarie. Per la povera Maria Paola, però, non ci fu nulla da fare e i soccorritori non poterono che constatare il decesso della ragazza, vittima innocente della furia omicida e omotranfobica del fratello, che non aveva mai accettato la relazione tra lei e Ciro.


