Caso Suarez, la Figc apre un’inchiesta e spunta anche il reato di corruzione
Emergono nuovi dettagli dalle indagini condotte dalla Procura di Perugia. Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina invita ad abbassare i toni e assicura che anche la giustizia sportiva andrà fino in fondo
Proseguono le torbide vicende legate al caso Suarez. Quest’oggi, infatti, sarebbero terminate le perquisizioni e le acquisizioni dei documenti da parte dei militari della guardia di finanza presso gli uffici amministrativi dell’Università per Stranieri di Perugia. Ora gli inquirenti passeranno al vaglio eventuali illeciti e irregolarità consumati all’interno dell’ateneo perugino in occasione dell’esame di italiano svolto dall’ex attaccante del Barcellona appena passato all’Atletico Madrid.
Secondo le accuse formulate dal procuratore di Perugia Raffaele Cantone, all’interno dell’università umbra sarebbe stata istituita una sessione “su misura” per permettere al calciatore uruguaiano di poter superare senza intoppi e a pieni voti la prova di lingua italiana. Il superamento della prova, necessario per permettere al campione latinoamericano di poter giocare in Italia, più specificamente nella Juventus (che fino a qualche giorno fa era intenzionata ad acquistarlo), era già stato concordato prima che lo stesso sostenesse la seduta. Secondo quanto emerso dagli interrogatori di queste ore, infatti, l’università avrebbe dato disposizione di organizzare una sessione aggiuntiva motivandola con esigenze di tipo logistico, attraverso una procedura che secondo i dirigenti dell’ateneo sarebbe stata pienamente regolare. Gli inquirenti, tuttavia, vogliono vederci chiaro e andare fino in fondo sul caso Suarez, in primis lo stesso pm Cantone. Nell’ambito dell’inchiesta sull’esame farsa sarebbe spuntata anche un’ulteriore grave accusa nei confronti della rettrice dell’università, Giuliana Grego Bolli: nell’avviso di garanzia inviatole dalla Procura vi sarebbe, infatti, anche il riferimento al reato di concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. L’indagine, dunque, si fa sempre più ampia e si aggiungono ulteriori accuse rispetto a quelle mosse ieri di falsità ideologica e di rivelazione del segreto d’ufficio.
I magistrati stanno, inoltre, cercando di capire se la dirigenza della Juventus possa essere in qualche modo coinvolta in questa clamorosa vicenda giudiziaria. Il colonnello della guardia di finanza Selvaggio Sarri (soltanto omonimo dell’ex allenatore bianconero), durante un’intervista rilasciata ieri a Radio Punto Nuovo, avrebbe escluso ogni coinvolgimento del club presieduto da Andrea Agnelli. All’interno del mirino delle intercettazioni telefoniche avvenute nell’ambito del caso Suarez sarebbe, tuttavia, finita l’avvocatessa Maria Turco, che collabora con lo Studio Chiusano di Torino e con Luigi Chiappero, storico legale della Juventus. La stessa Turco, che può vantare un’esperienza ventennale nel campo della giustizia sportiva e che – va ribadito – per questo caso non figura tra gli indagati, aveva già assistito la società della famiglia Agnelli nel processo che vide imputati alcuni ultrà bianconeri e che riguardava le infiltrazioni della criminalità organizzata negli ambienti del tifo organizzato juventino.
L’indagine si arricchisce, dunque, di nuovi dettagli e possibili nuove zone d’ombra. Nel frattempo, per fare luce e chiarezza sul caso Suarez, è stata aperta anche un’inchiesta da parte della Procura della Federcalcio. Il procuratore sportivo Giuseppe Chiné ha, infatti, chiesto di poter disporre degli atti della magistratura ordinaria di Perugia. Sull’inchiesta, che di giorno in giorno sta diventando sempre più ampia, è intervenuto anche Gabriele Gravina, presidente della Figc (la Federcalcio), il quale ai microfoni di Sky Sport ha invitato i media e la stampa ad abbassare i toni delle polemiche e a riporre fiducia nella giustizia sportiva, che farà regolarmente il suo corso.
Monta, inoltre, la protesta tra gli ambienti accademici. L’Università per Stranieri di Perugia, già da tempo in profonda crisi, si troverebbe in una condizione di gravi difficoltà finanziarie oltre a dover far fronte a una grave emorragia di iscrizioni. A gennaio, alla Corte dei Conti, è stata inoltrata la contestazione di danno erariale e la stessa guardia di finanza avrebbe sequestrato alcuni documenti falsi. Negli ultimi anni, l’università perugina avrebbe ricevuto oltre 13 milioni di euro di finanziamenti da parte del Miur a fronte di soli 1.080 studenti iscritti mentre mancherebbero all’appello, tra le pieghe del bilancio, ben 3 milioni e 190mila euro. Molti, infine, sono gli studenti universitari che si chiedono come mai, per un giocatore come Suarez, siano state spalancate immediatamente le porte dell’università per ottenere la cittadinanza, mentre per migliaia di cittadini extracomunitari che lavorano regolarmente in Italia, che pagano le tasse e conoscono alla perfezione l’italiano, il riconoscimento della cittadinanzaitaliana resti solamente un miraggio per loro e per i loro figli.
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