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Home Rubriche Salute e Benessere

Celiachia, buone notizie, in fase di sperimentazione un vaccino per chi non tollera il glutine

La celiachia è una patologia autoimmune con una predisposizione genetica che può manifestarsi in qualsiasi momento della vita, e chi ne soffre deve escludere il glutine per tutta la vita

Dott.ssa Lucia Santoro di Dott.ssa Lucia Santoro
27 Maggio 2023
in Salute e Benessere, Scienza

La celiachia è una patologia cronica autoimmune che provoca una reazione immunitaria dell’organismo all’assunzione di glutine. Se non diagnosticata e curata si arriva a un’infiammazione a livello del piccolo intestino (intestino tenue) che impedisce il corretto assorbimento dei nutrienti compromettendo la salute del paziente.

Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia oltre l’1% della popolazione è colpita dalla celiachia, con poco più di 240.000 mila casi diagnosticati, di cui 73.344 sono uomini (30%) e 168.385 sono donne (70%). Ma in realtà non è proprio cosi, infatti, il numero reale dei celiaci in Italia dovrebbe aggirarsi intorno ai 600.000 mila. Ma circa i 2/3 di loro non sanno di esserlo, questo perché il percorso che porta alla diagnosi è ancora difficoltoso e lungo, basti pensare che in media occorrono 6 anni per ricevere la diagnosi di celiachia.

Purtroppo l’Italia risulta essere uno dei paesi con il più alto tasso di insorgenza di celiachia al mondo, e rappresenta la più frequente patologia autoimmune nei bambini, con 1 caso ogni 60. Solo il 40% dei casi ottiene una diagnosi di celiachia su basi cliniche. Pochi giorni fa è stata approvata una legge che consente di introdurre lo screening pediatrico per diabete di tipo 1 e la celiachia. La legge permetterà, nei bambini da 1 a 17 anni, di diagnosticare precocemente la celiachia. Siamo il primo Paese al mondo ad avere una legge per lo screening sistematico di diabete e celiachia nella popolazione pediatrica.

La celiachia si può manifestare a qualsiasi età. I sintomi sono fra i più diversi. Fino ad alcuni anni fa si pensava che la celiachia fosse chiara e si manifestasse solo con sintomi intestinali come diarrea, stipsi, oltre che con un dimagrimento radicale o una scarsa capacità di crescita nei bambini. In realtà sappiamo che la celiachia può manifestarsi anche in modo del tutto inusuale rispetto a questi sintomi. Quindi, con anemia nelle donne, abortività spontanea e infertilità, alopecia, danni al cavo orale con afte, ridotto smalto dei denti, difficoltà e disturbi alimentari.

Ad oggi non esiste una cura specifica: l’unico trattamento efficace consiste nella rigorosa eliminazione del glutine della dieta. Ma la ricerca scientifica va avanti. Si sta sperimentando, infatti, unvaccino per combattere la celiachia e che mira ad addestrare il sistema immunitario a tollerare il glutine invece di attaccarlo, è ciò a cui sta lavorando un’azienda biofarmaceutica. Al momento, si è alla fase 2 dei trial e ci vorranno circa 5 anni per far sì che si concluda la sperimentazione.

Come dichiarato da Antonio Gasbarrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Cemad (Centro malattie dell’apparato digerente) presso la Fondazione Policlinico Gemelli Irccs: “Attualmente sono in sperimentazione almeno 3 vaccini in fase 2 di studio, questo significa che dovremo aspettare almeno altri cinque anni, ma in futuro i pazienti celiaci potrebbero avere la possibilità di mangiare prodotti con glutine senza conseguenze grazie ai nuovi farmaci“.

Tags: Celiachiaprimopianovaccino
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