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Home Cronaca

Concorso esterno in associazione mafiosa: chiesti i domiciliari per Luigi Cesaro

Il senatore forzista è coinvolto nell'inchiesta che ha messo in luce i patti tra politica e camorra sui quali si sarebbe retta l'amministrazione comunale di Sant'Antimo

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
11 Settembre 2021
in Cronaca, Napoli

Le vicende giudiziarie e le relative indagini che nell’ultimo anno hanno coinvolto il senatore di Forza Italia Luigi Cesaro sembrano essere arrivate a un punto di svolta: il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha infatti chiesto la misura degli arresti domiciliari per il noto esponente politico di Sant’Antimo, per lungo tempo punto di riferimento imprescindibile nonché braccio destro di Silvio Berlusconi in provincia di Napoli. La misura cautelare è stata notificata dai carabinieri: contro il senatore forzista i magistrati partenopei contestato il grave reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La misura restrittiva è stata pertanto trasmessa al Senato il quale dovrà riunirsi in sede di giunta per convalidare o meno l’autorizzazione a procedere. Cesaro è coinvolto nell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dai carabinieri del Reparto operativo speciale (Ros) sui patti tra politica e camorra grazie ai quali si sarebbe retta proprio l’amministrazione comunale di Sant’Antimo, in particolare attraverso i “buoni rapporti” che sarebbero intercorsi tra la famiglia Cesaro, da sempre una delle più influenti dell’hinterland napoletano, e il clan Puca, sodalizio criminale egemone nell’area nord di Napoli. 

Nell’ambito della stessa inchiesta finì in carcere anche Antimo Cesaro, fratello di Luigi, mentre per gli altri due fratelli, anche loro coinvolti, furono disposti gli arresti domiciliari. Inizialmente i Pubblici ministeri che seguivano l’indagine, le magistrate Giuseppina Loreto e Antonella Serio, avevano chiesto, con la convalida del Procuratore di Napoli Giovanni Melillo, la misura degli arresti in carcere. Tuttavia la richiesta venne momentaneamente “congelata” dal Gip dopo aver valutato le attenuanti presentate dalla difesa provvedendo a trasmettere agli uffici di Palazzo Madama le intercettazioni telefoniche che avrebbero dimostrato i rapporti tra la camorra e l’esponente politico. Su un totale di 28 telefonate registrate dagli inquirenti, a maggio, il Senato ne aveva autorizzato l’utilizzo solamente di 6, ritenendole sufficienti all’espletamento delle indagini. Su tali telefonate i giudici hanno così provveduto a elaborare l’impianto accusatorio. Alle intercettazioni si sono però aggiunte le confessioni rilasciate agli inquirenti da parte un pentito del clan il quale dichiarò che lo stesso Cesaro aveva più volte manipolato le campagne elettorali stringendo accordi con la camorra. Affermazioni che sono sempre state respinte e dichiarate “false” da Cesaro in persona, messe in giro, secondo il senatore, al solo scopo di screditare la sua figura. 

Il senatore si è così sempre difeso pubblicamente dalle accuse di collusione con la criminalità organizzata, dichiarandosi estraneo ai fatti e alle vicende contestate dai giudici, tesi sostenuta anche dagli avvocati difensori Alfonso Furgiuele e Michele Sanseverino. Secondo i legali dell’imputato il provvedimento adottato dal Tribunale di Napoli debba essere necessariamente sottoposto a censura da parte dell’Autorità giudiziaria per quel che concerne il profilo di gravità indiziaria e allo stesso modo sussistente per quel che riguarda l’esistenza e la permanenza delle esigenze cautelari. In altre parole la difesa ha valutato il provvedimento come “eccessivo” e “limitativo” delle libertà dell’imputato, per questo motivo i legali difensori hanno annunciato che depositeranno in tempi brevissimi un’istanza di riesame presso gli uffici del Tribunale delle libertà di Napoli. 

La notizia di richiesta degli arresti domiciliari per Luigi Cesaro, noto nell’hinterland napoletano con lo pseudonimo di Giggino ‘a purpetta, arriva come un fulmine a ciel sereno nella campagna elettorale in vista delle elezioni comunali nella città di Napoli. A tremare, questa volta, non è come si potrebbe erroneamente pensare la coalizione di centro-destra capeggiata da Maresca, bensì quella di centro-sinistra guidata da Gaetano Manfredi. Tra le liste che sostengono l’ex ministro del Governo Conte è infatti presente una lista “atipica” intitolata Azzurri per Napoli, che non ha nulla a che fare con la coalizione di centro-sinistra composta da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, e che annovera tra le fila dei suoi candidati numerosi “transfughi” provenienti dagli ambienti di Forza Italia, alcuni dei quali attualmente fedelissimi o comunque vicinissimi proprio al senatore Luigi Cesaro e alla sua famiglia, pronti a salire sul carro del vincitore di quello che sarà eventualmente il futuro sindaco di Napoli.

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Tags: camorraclan pucaLuigi Cesaroprimopiano
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