Preoccupa l’aumento dei contagi da Covid-19 nel territorio di Vico Equense. In particolare, il pericoloso focolaio divampato nella frazione di Ticciano ha spinto il primo cittadino Andrea Buonocore a emettere un’ordinanza specifica che pone l’abitato in lockdown. Il provvedimento emesso oggi (consultabile qui) impone nuove misure restrittive in tutta l’area di Ticciano, tra cui il divieto di spostamento all’interno dell’area perimetrale della frazione tranne che per i casi di necessità legati all’approvvigionamento dei viveri o dei medicinali. Tutte le attività commerciali, tranne quelle legate alla vendita di alimentari e alle farmacie, resteranno pertanto chiuse. Le pizzerie potranno effettuare solamente consegne a domicilio, nel pieno rispetto di quelle che sono le ordinanze regionali. Da Ticciano potranno entrare e uscire solamente gli operatori sanitari e gli esercenti esclusi dal provvedimento, mentre le strade secondarie resteranno chiuse al transito. Infine, tutti i residenti della frazione di Ticciano dovranno sottoporsi a tampone obbligatorio, o attraverso i canali dell’Asl Napoli 3 Sud oppure ricorrendo ai laboratori di analisi privati, e comunicare l’esito via e-mail all’indirizzo coc@comunevicoequense.it e al proprio medico di famiglia. Tali misure, attive con decorrenza immediata, rimarranno in vigore fino al 24 ottobre. Diventano sempre più numerosi i provvedimenti di chiusura adottati dai sindaci, spaventati dalla crescita esponenziale della pandemia.

Quello di Vico Equense non è che l’ennesimo provvedimento preso per gestire la seconda ondata dell’epidemia di Covid-19 che in Campania si è abbattuta con un’intensità inaudita, obbligando molti Comuni a prendere misure drastiche per gestire la pandemia. A Teano, in provincia di Caserta, lo scorso 11 ottobre era stata istituita una “zona arancione” della durata di due giorni, con negozi chiusi in seguito all’accertamento della positività di un sacerdote della parrocchia locale, che aveva avuto contatti con numerosi residenti, soprattutto persone anziane. Una misura analoga di “mini-lockdown” è stata presa anche a Monte di Procida dove il numero di positivi era salito a 62 a causa di un focolaio scoppiato durante un matrimonio. Il sindaco della cittadina flegrea ha pertanto imposto la chiusura di barbieri, parrucchieri e centri estetici mentre tutti i dipendenti di bar, ristoranti e pizzerie sono stati sottoposti a tampone. L’ultimo provvedimento, in ordine di tempo, riguarda la città di Arzano, nell’area nord di Napoli: qui la Commissione prefettizia che regge le sorti del Comune ha deciso, di fronte all’aumento esponenziale dei casi di Covid-19, di imporre una misura di lockdown totale fino alla data del prossimo 23 ottobre con la chiusura di tutte le attività commerciali considerate non necessarie. La situazione, nella cittadina napoletana, è tuttavia precipitata: ieri decine di commercianti sono infatti scesi in strada per protestare contro una misura tanto drastica quanto potenzialmente dannosa per l’economia locale. In Campania, dunque, la situazione sta chiaramente precipitando in molti Comuni a causa del boom dei contagi registrati dalle Asl provinciali nelle ultime ore. L’allerta sanitaria resta pertanto estremamente alta in tutta la regione.

