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Home Cronaca Caserta

Crolli a Orta di Atella: la Procura di Napoli Nord indaga su 13 persone

Sul registro degli indagati sono finiti i proprietari dell'immobile crollato in via P. Migliaccio e i tecnici che hanno effettuato le perizie sulla stabilità dell'edificio

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
8 Settembre 2021
in Caserta, Cronaca

Come ormai siamo abituati da un po’ di tempo a questa parte qualsiasi evento che accade a Orta di Atella diventa presto materiale di inchiesta giudiziaria; ciò avviene perché come spesso succede, dietro ogni avvenimento, si nascondono ombre e luci sulle quali gli inquirenti cercano di fare chiarezza. È il caso della palazzina crollata il 16 luglio scorso in via Pasquale Migliaccio, nel centro storico della cittadina atellana. Dopo il sequestro dello stabile e dell’area interessata dai crolli disposto dal Giudice per indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord effettuato il 5 agosto scorso in seguito alle indagini coordinate dal comandate della polizia municipale Pasquale Pugliese, la stessa Procura della Repubblica ha aperto un procedimento giudiziario per accertare le cause e le responsabilità di quanto accaduto. 

Sul registro degli indagati sono finite così tredici persone, si tratta di: R. V., G. S., D. S., N. S., V. D. P., A. S., F. S., A. S., G. M., C. L. M., L. M., M. C. M. e P. M. Tra loro ci sono i proprietari dell’immobile di via Pasquale Migliaccio e i tecnici che hanno effettuato le perizie sulla stabilità dell’edificio poi venuto giù. Gli illeciti più o meno gravi contestati dai giudici del Tribunale aversano a carico degli indagati, accusati a vario titolo e in concorso tra loro, riguardano i reati di abuso d’ufficio, omissione dei lavori, rifiuto degli atti d’ufficio e crollo di costruzione. Gli imputati saranno difesi in sede processuale dalle accuse mosse nei loro confronti dagli avvocati Rosario Maria Piccirillo e Mario Griffo. Le indagini, tuttavia, non sono ancora concluse e nel mirino degli inquirenti sono finiti anche i permessi e le autorizzazioni rilasciate nonché le misure di sicurezza poste in essere al fine di rilevare la presenza o meno di irregolarità. Ulteriori novità si sapranno a partire dal prossimo 13 settembre, data in cui è stata fissata dalla Procura di Napoli Nord la nomina di un consulente specializzato il quale dovrà redigere la relazione tecnica definitiva sulle cause del crollo. 

I resti della facciata del palazzo crollato in via P. Migliaccio

Per fare luce sulla vicenda bisogna compiere qualche passo indietro e ricostruire tutti gli avvenimenti degli ultimi mesi. Già tra la fine di giugno e gli inizi di luglio si verificò un primo cedimento strutturale con alcuni intonaci e calcinacci che vennero giù dalla facciata del civico 6 in via Pasquale Migliaccio. Le commissarie prefettizie emisero un’ordinanza contingibile e urgente nella quale chiedevano ai proprietari dell’edificio la messa in sicurezza dello stabile pericolante. Il 9 luglio, in seguito alle autorizzazioni rilasciate dal responsabile dell’area tecnica del Comune, venivano avviati i primi interventi di manutenzione dell’edificio. Dopo una settimana però, mentre venivano effettuati i lavori, si verificò il crollo dell’intera facciata del palazzo assieme a parte dei solai. Il cedimento strutturale fu causato dall’apertura, al pian terreno dell’edificio, di una grossa voragine di circa venti metri quadrati. 

Sotto la lente dei giudici è finita anche la relazione tecnica convalidata dal consulente incaricato dal Comune all’interno della quale veniva sottolineata l’impossibilità di programmare interventi di messa in sicurezza a causa della poca chiarezza sulle cause che avevano causato i primi crolli. La stessa relazione metteva in evidenza come, a causa del rischio cedimenti, in assenza di uno studio approfondito che rendesse nota l’estensione e la collocazione esatta circa la presenza di una cavità sotterranea al di sotto dell’edificio, qualsiasi intervento strutturale sul palazzo avrebbe potuto mettere a repentaglio l’incolumità stessa degli operatori. Sta di fatto che andando ad analizzare gli studi e le indagini geologiche del territorio di Orta di Atella allegate al Piano urbanistico comunale, in base all’ultimo aggiornamento risalente a marzo 2012, si può notare come proprio nell’area di via Pasquale Migliaccio, dove si sono verificati i crolli, sussistano almeno sei/sette cavità sotterranee all’interno di un’area classificata come potenzialmente instabile in quanto, nel sottosuolo, è possibile constatare la presenza di cavità artificiali.

Nel quadrato rosso l’area colpita dai crolli in via P. Migliaccio

In più, oltre al problema dell’instabilità geologica che interessa buona parte del centro storico di Orta di Atella, con numerosi edifici pericolanti i quali non hanno mai ricevuto interventi di riassetto e di manutenzione, si aggiunge il dramma degli sfollati. Sono tre infatti i nuclei familiari che a oggi si trovano ancora alloggiati all’interno dell’ex Istituto alberghiero situato in piazza Principessa Belmonte. Tra loro ci sono anche un padre di famiglia e una mamma con sua figlia i quali non sono riusciti ancora a trovare una sistemazione adeguata. Nei loro confronti, però, vige un incomprensibile provvedimento di sgombero, pertanto saranno costretti a lasciare la scuola con il rischio di andare a vivere in mezzo alla strada. Non è da escludere, infatti, che le forze dell’ordine facciano irruzione nell’istituto per sgomberare gli occupanti dato che a oggi non è stata convalidata alcuna proroga. Non si tratta, dunque, che dell’ennesima ingiustizia tutta ortese, che ricade ancora una volta sulle spalle dei poveri sfrattati i quali non hanno alcuna responsabilità circa quanto accaduto negli ultimi mesi.

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Tags: crolliOrta di Atellaprimopianovia Pasquale Migliaccio
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