A Giffoni Sei Casali, nel Salernitano, i carabinieri della locale stazione hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale del divieto di dimora e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emessa dall’ufficio del Gip del Tribunale di Salerno, nei confronti di A. B., 64 anni, A. D., 36 anni e R. C., di 60 anni, tutti dello stesso nucleo familiare, perché responsabili dei reati di concorso in atti persecutori e morte come conseguenza di un altro delitto.
Il tutto è nato in seguito alle indagini avviate dai militari dell’Arma dopo una querela presentata il 12 agosto scorso dai vicini di casa, F. M. e S. O., i cui rapporti con i citati indagati si erano incrinati già dal 2015, a causa di una lite per una negata vendita di una stanza dell’immobile dove tutti abitavano. Nel corso degli anni, gli indagati hanno attuato incessanti comportamenti persecutori ai danni della coppia, come minacce, offese pubbliche, pedinamenti e danneggiamenti, portando F. M. a uno stato di profonda ansia e prostrazione psichica, fino al compimento dell’estremo gesto: il 21 agosto è stato, infatti, trovato annegato in mare nel Salernitano. A collegare tale evento con gli altri accadimenti è stata soprattutto una lettera scritta a mano e rinvenuta nel suo veicolo, dove veniva descritto lo stato d’animo provato dalla vittima. La vicenda denunciata dai coniugi era stata anche confermata dalla complessa attività investigativa svolta dai carabinieri.


