Dopo 38 giorni di isolamento forzato Ariano Irpino non è più zona rossa. La cittadina di 23mila abitanti ha terminato il periodo di quarantena con un saldo drammatico in termini di decessi e contagi dovuti al Covid-19. Nel secondo comune più popoloso della provincia di Avellino e primo in Campania per estensione del territorio si sono avuti 21 morti e 151 casi di positività al Coronavirus. Numeri inquietanti, se pensiamo che in tutta l’Irpinia i decessi sono stati 51.
Tutto è partito lo scorso 15 marzo, data in cui il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza che ha sancito il blocco della circolazione in entrata e in uscita dal comune irpino, oltre a quella all’interno dello stesso. Motivo della drastica decisione è il focolaio che si era venuto a creare nell’ospedale cittadino. Il virus si è diffuso prima all’interno del Frangipane, poi al resto del paese, attraverso le persone che sono venute a contatto con il personale sanitario.
A complicare le cose si è aggiunto, a fine marzo, un secondo focolaio, nato nel centro per anziani Minerva. La situazione è rimasta talmente grave che il 14 aprile la Regione ha confermato fino al 20 aprile la zona rossa per Ariano Irpino, revocandola invece per cinque comuni del Salernitano. Due giorni fa Palazzo Santa Lucia ha prolungato per soli due giorni l’isolamento, per permettere la distribuzione alla popolazione di 20mila mascherine. A mezzanotte di ieri la quarantena è finita, ma questo non vuole dire il ‘liberi tutti’. Ariano Irpino rimane ‘osservata speciale’. Non ci sono più i blocchi di cemento sulle strade di accesso, ma i controlli all’interno del vasto territorio comunale continuano ad essere frequenti.
La zona rossa è terminata anche per Paolisi, comune del Sannio. Nel piccolo centro del Beneventano il contagio si era sviluppato il 9 aprile, partendo da una famiglia che gestisce un’importante azienda avicola della zona. Il presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria ha inviato un messaggio di felicitazioni al sindaco di Paolisi, Umberto Maietta, e una lettera alla Avicola Mauro “per la ripresa delle attività produttive dopo lo stop imposto dalla scoperta di un focolaio dell’infezione. L’Avicola Mauro e i cittadini di Paolisi, – ha proseguito Di Maria – da sempre hanno dato lustro alle migliori qualità di laboriosità della popolazione sannita: sono certo che saranno di esempio per l’auspicata ripresa produttiva ed economica del Sannio tutto”, ha concluso il presidente della Provincia di Benevento.