Nei giorni di festa, come è normale che sia, ci si concede qualche piacere culinario in più, uscendo dai soliti schemi alimentari e, per alcuni, dimenticando diete e restrizioni. Soprattutto in corrispondenza di cene e pranzi natalizi prestare attenzione alla scelta degli alimenti o anche semplicemente limitarne le porzioni non è impresa facile e spesso il momentaneo piacere dato dal tanto amato cibo può essere seguito da disturbi non altrettanto piacevoli. Le parole all’ordine del giorno dopo i pasti abbondanti diventano gonfiore, acidità, pesantezza allo stomaco, disturbi addominali e intestinali vari. La risoluzione non è sempre immediata e può richiedere alcuni giorni. Di sicuro il primo passo è ritornare alle buone abitudini scegliendo cibi dalle preparazioni poco elaborate e dai condimenti essenziali, una dieta nel complesso bilanciata e una buona attività fisica.

Lo stomaco è un organo molto sensibile ai cambiamenti sia positivi sia negativi. In questi giorni le tavole sono spesso imbandite con piatti della tradizione culinaria locale dall’elevato contenuto di carboidrati e grassi difficili da digerire, per non parlare di dolci stracolmi di zuccheri che accompagnano colazione, pranzo, cena e, perché no, anche gli spuntini. Se però pochi giorni di “libertà” non incidono gravemente sulla linea, i disturbi gastrointestinali che ne possono derivare rappresentano una fastidiosa problematica. I primi rimedi a cui si ricorre sono quelli “della nonna” che vedono l’impiego di tisane digestive (contenenti ad esempio alloro, menta, anice), zenzero fresco, ottimo nell’alleviare i gonfiori, ma anche i dolori allo stomaco, camomilla dagli effetti rilassanti, finocchio crudo o cotto utile per il meteorismo o anche il carciofo che favorisce la digestione.

