Grande successo per l’Aversa Pride: in migliaia in città per la festa arcobaleno
Secondo le stime degli organizzatori hanno partecipato al Pride tra le tremila e le quattromila persone. Per i manifestanti e per la città di Aversa è stata una giornata di festa all'insegna della musica e del divertimento
Grande successo sabato per l’Aversa Pride, la manifestazione per i diritti delle persone gay, lesbiche e transgender organizzata dall’associazione Rain Arcigay di Caserta e dalle realtà associative del territorio facenti parte del comitato promotore del Pride. L’attesa manifestazione per la rivendicazione dei diritti delle persone LGBTQIA+ ha attraversato come un “fiume in piena” le strade e le piazze della popolosa città in provincia di Caserta portando con sé i colori, la gioia, la felicità, la spensieratezza e la dirompenza del popolo arcobaleno. Migliaia sono state infatti le persone che hanno raggiunto la città aversana per sfilare lungo le sue strade e lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile: che l’amore non conosce barriere né pregiudizi ed è l’unica forza in grado di cambiare davvero il mondo.
L’onda arcobaleno invade le strade di Aversa
Secondo le stime degli organizzatori tra le tremila e le quattromila persone sono scese in piazza ad Aversa per partecipare alla marcia arcobaleno e al festival musicale tenutosi di sera nel Parco Pozzi. Il corteo coloratissimo è infatti partito alle 17:30 dal piazzale di via Arturo Garofano con alla testa gli organizzatori del Pride e i rappresentanti delle istituzioni locali e dei comuni casertani i quali hanno aderito e concesso i propri patrocini alla manifestazione per i diritti LGBTQIA+. A guidare la testa del corteo Bernardo Diana, portavoce dell’Aversa Pride e presidente di Rain Arcigay. A seguire, subito dietro, un carro addobbato per l’occasione con musica, ballerini e le immancabili drag queen, regine indiscusse dello spettacolo. Madrina d’eccezione della parata la famosissima speaker radiofonica, la “queen” della radio italiana, Rosanna Iannacone, accompagnata per l’occasione da una selezione di brani musicali curata dalla DJ Miss Double A che ha fatto ballare e scatenare a ritmo di musica migliaia di persone.
La testa del corteo con i rappresentati delle istituzioni
Lungo tutto il percorso della parata, che ha attraversato in due la città percorrendo via Arturo Garofano e la centralissima via Roma, sono state numerosissime le persone, compresi residenti, curiosi e semplici passanti, che hanno ballato e cantato assieme ai manifestanti le più famose hit estivedel momento assieme a pezzi pop e disco intramontabili. Una vera e propria festa arcobaleno si è così riversata nel centro della città normanna, così che i partecipanti, provenienti da ogni angolo della provincia di Caserta e della Campania, potessero non solo rivendicare con fierezza la propria appartenenza e il proprio sostegno alla comunità LGBTQIA+, ma potessero anche ammirare, lungo il percorso, le bellezze storiche e artistiche della città aversana, come gli antichi palazzi ed edifici che si affacciano su via Roma nonché l’imponente Arco dell’Annunziata, simbolo della città di Aversa. Una manifestazione ricca di gente che ha creato anche un indotto positivo per gli esercizi commerciali situati lungo il tragitto della marcia e non solo. La parata si è così conclusa alle 19:30 all’altezza del Parco Pozzi, dove è iniziato il festival musicale.
Il Parco Pozzi gremito di gente in occasione del festival
Numerosi sono stati gli artisti e i musicisti che in tutto l’arco della serata si sono esibiti sul palco dell’Aversa Pride mentre nel parco pubblico i partecipanti hanno potuto trovare accoglienza e ristoro nell’apposita area food & drink allestita per l’attesissimo evento. Il pubblico è andato letteralmente in visibilio quando sul palco è salito, con tutta la sua carica di simpatia ed energia, il “maestro” Tony Tammaro, il quale ha fatto cantare tutti i presenti con alcuni pezzi storici del suo repertorio. Immancabili i brani come Supersantos, Patrizia, ‘O trerrote e Il Rock dei tamarri. Numerosi altri artisti e musicisti hanno poi avuto la possibilità di esibirsi sul palco del Pride come Oriana Lippa, con la sua musica cantautoriale che abbraccia le dolci melodie della tradizione partenopea; Micaela Tempesta, con le sue incursioni e i loop composti da sonorità elettroniche; il progetto musicale A smile from Godzilla, con le sue sonorità folk acustiche che raccontano di un mondo immaginario e il duo Eloise D’Egidio, che con il loro rock a metà tra punk e psichedelia hanno regalato al pubblico una scossa di adrenalina.
Il “maestro” Tony Tammaro
Il festival è poi proseguito con tanti altri artisti famosi. Sul palco sono infatti saliti i Blindur, progetto musicale ideato da Massimo De Vita che fonde insieme la musica folk, il rock alternativo e la tradizione cantautorale. La serata è così proseguita all’insegna delle dolci melodie accordate alla chitarra dal cantautore indie di origini calabresi, ma bolognese d’adozione, Federico Cimini,il quale ha fatto abbracciare i presenti sulle note dei brani più celebri della sua discografia. E ancora, sul palco del Pride, la cantautrice marchigiana Federica Ferracuti, in arte HU, reduce dal grande successo riscosso quest’anno al Festival di Sanremo, la quale, oltre a esibirsi, si è intrattenuta sul palco per un’intervista. A chiudere il festival, infine, ci ha pensato il “mattatore” della serata Immanuel Casto. Il cantante-performer ha fatto ballare e scatenare tutti i presenti sulle sue hit più famose, caratterizzate da sonorità dance-elettroniche accompagnate da quel tocco immancabile di trash e di irriverenza che contraddistingue da sempre la sua produzione musicale. L’intera kermesse serale, svoltasi sotto la direzione artistica di Antonio Mini, è stata condotta da una presentatrice d’eccezione, la fantastica drag queenMamy O’Hara, accompagnata per l’occasione dal cantante e presentatore Ciro Muoio.
Il mattatore della serata Immanuel Casto
Tra un’esibizione e l’altra non potevano mancare i diversi interventi da parte degli ospiti e degli organizzatori del Pride i quali hanno affrontato i temi dell’attualità politica e sociale. Un messaggio di cordoglio è stato espresso per le vittime dell’attentato terroristico consumatosi in Norvegia alla vigilia del Pride di Oslo, dove un uomo ha sparato all’esterno di un locale LGBTI uccidendo due persone e ferendone altre venti, a dimostrazione che l’odio omotransfobico e la violenza di genere non sono stati debellati dalla nostra società, e che sono portatori di morte e di sofferenza. Dal palco del Pride è stato inoltre lanciato un grido di protesta contro la sentenza emessa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti la quale ha abolito il diritto all’aborto: una vera e propria violazione dei diritti umani che si consuma ancora una volta sul corpo delle donne. Un pensiero non poteva non essere dedicato anche a Cloe Bianco, l’insegnante transgender di origini venete che si è tolta tragicamente la vita e la cui storia ci ricorda ancora quanto la società italiana sia barbara, bigotta e retrograda.
I presentatori del festival Mamy O’Hara e Ciro Muoio
Un altro avvenimento increscioso, purtroppo, si è consumato proprio ad Aversa dove alcuni balordi hanno imbrattato l’Arco dell’Annunziata con scritte e disegni omofobi. L’atto vandalico è stato prontamente denunciato dalle associazioni LGBTQIA+ e dal consigliere comunale Mariano Scuotri, il quale ha provveduto ad allertare le autorità competenti affinché i responsabili siano individuati e poter provvedere così alla rimozione delle squallide scritte. L’odio omotransfobico non ha risparmiato nemmeno il monumento storico, simbolo della città aversana, vandalizzato da qualcuno la cui vita è evidentemente triste e infima. Sono proprio gli avvenimenti e i fatti accaduti come quelli appena descritti che ci ricordano come i diritti che abbiamo faticosamente conquistato fino a oggi, oltre a quelli non ancora riconosciuti, siano messi in serio pericolo dalle forze politiche reazionarie, oscurantiste e di destra, che rappresentano una minaccia reale alle libertà individuali di ognuno e ognuna di noi, in Italia, in Europa e nel mondo. Ed è per questo motivo che dei Pride come quello di Aversa e di quelli svolti in tante altre città nel resto del mondo ne abbiamo davvero un gran bisogno: l’odio e la violenza non fermeranno il vento del cambiamento e la forza dell’amore.
Il portavoce del Pride Bernardo Diana assieme ai membri dell’associazione Rain Arcigay
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