Napoli è ormai diventata una bolgia e si perde quasi il conto del numero di proteste e di manifestazioni che percorrono ogni giorno le strade e le piazze della città. Dopo l’ennesimo atto dimostrativo dei commercianti partenopei, che in migliaia sono scesi ieri sera in piazza Plebiscito, quest’oggi a far sentire la propria voce è stata l’intera categoria dei tassisti. Già l’altro giorno c’erano state le prime avvisaglie di protesta, con decine di taxi in corteo lungo le principali strade della città, da via Salvator Rosa al lungomare. Questa mattina centinaia di tassisti si sono dati appuntamento fin dalle prime luci dell’alba a piazza Plebiscito, ormai diventata il simbolo delle proteste a Napoli, dove hanno parcheggiato le auto bianche sospendendo il servizio. Numerose le sigle sindacali presenti stamane, tra cui Unimpresa, Sitan, Atn, Uritaxi, Federartaxi e Orsa taxi, tutte scese in campo con l’obiettivo di mettere al centro dell’attenzione dei governi nazionale e regionale le problematiche legate alla carenza di lavoro per l’intera categoria, preoccupata non solo dalla crisi economica in atto, ma anche dalle ripercussioni negative che le misure restrittive adottate dai nuovi provvedimenti avranno sulla mobilità dei cittadini e sull’intero settore.

I tassisti scesi in piazza questa mattina chiedono certezze e supporto da parte delle istituzioni per affrontare il grave periodo di crisi economica. Solamente nella città di Napoli sono oltre 2.400 gli autisti che prestano servizio e che da oltre otto mesi devono fare i conti con una riduzione delle corse pari quasi alla metà. La pandemia ha causato infatti il tracollo del turismo, assestando un duro colpo all’intero settore. Le nuove misure di coprifuoco, con la chiusura anticipata dei locali e la sospensione delle attività nei teatri e nei cinema, rischiano di assestare il colpo definitivo.

