È tornato in carcere il boss Pasquale Zagaria. Il fratello del capoclan Michele Zagaria, nonché mente economica del famigerato clan dei Casalesi, dopo la scarcerazione ad opera del giudice di sorveglianza di Sassari, avvenuta lo scorso aprile a causa dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19, è tornato in cella. Questa volta il boss è stato rinchiuso nel carcere di Opera a Milano, struttura indicata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria come idonea per la detenzione del pluripregiudicato. L’affiliato al clan aveva avuto diversi problemi di salute a fronte dei quali l’ospedale della città sarda non era nella condizione di offrire le cure adeguate.
Nel frattempo, il boss era stato posto agli arresti domiciliari in provincia di Brescia per usufruire delle cure. La richiesta, accolta dai giudici del Tribunale di sorveglianza Sassari, era stata avanzata da Andrea Imparato, avvocato difensore di Pasquale Zagaria. La vicenda legata alla scarcerazione di uno dei nomi eccellenti del crimine organizzato campano ha avuto nei mesi scorsi diverse conseguenze sia di natura giudiziaria sia politica. A giugno infatti, in seguito all’invio degli ispettori da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, emersero alcuni connotati grotteschi in merito alla questione: un errore di battitura nella posta elettronica non aveva permesso l’invio dell’email contenente l’avviso di scarcerazione al Dap, che in questo modo non aveva potuto bloccare la procedura. A dichiararlo qualche mese fa fu lo stesso direttore del dipartimento Giulio Romano, poi dimessosi dall’incarico che ricopriva.


