Cultura
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Letture per la “quarantena”, tra romanzi e fumetti / 2

Puntuale di domenica arriva la seconda puntata dei miei consigli di lettura al tempo della “quarantena”, con cadenza settimanale nell’ambito della mia rubrica Terza pagina 2.0, per contribuire – spero – a rendere più interessanti le ore che, in questo periodo così complesso, ciascuno di noi è costretto a trascorrere in casa per non favorire la diffusione del Coronavirus. In questa occasione segnalo un quartetto di libri e fumetti, stavolta tutti italiani, però svincolandomi dall’attualità, in modo da spaziare più ad ampio raggio. Eccoli:

Francesco Durante, Scuorno (vergogna), Oscar Mondadori, 2010 (210 pagine, 9 euro).
Affascinante mix tra diario sentimentale e pamphlet colto e godibilissimo, che riconcilia con la bella scrittura e con l’intelligenza dell’analisi, il libro del compianto giornalista e scrittore di origini anacapresi (tra i massimi esperti internazionali di letteratura italo-americana, nonché sopraffino traduttore, tra gli altri, di John Fante) parte dalla crisi della munnezza che culminò a Napoli e in Campania nel primo decennio degli anni Duemila per trasformarla in espediente narrativo e “miccia” attraverso la quale far detonare un viaggio irresistibile e struggente tra politica e antropologia, geografia e sociologia, cronaca e storia nell’identità di una terra e dei suoi abitanti. Nel farlo, Durante mette in gioco se stesso e attinge al proprio vissuto personale fatto, al tempo stesso, di estraneità e profonda appartenenza. Leggendo Scuorno, la mancanza di questo enorme intellettuale – prematuramente scomparso nello scorso mese di agosto – s’avverte in modo ancora più acuto e doloroso.

Michele Masiero e Roberto Baldazzini, Hollywoodland, Sergio Bonelli Editore, 2019 (288 pagine, 22 euro).
Uno sceneggiatore bravo ed esperto come Masiero – che è anche l’ottimo direttore editoriale della Bonelli – e un maestro della linea chiara più pop come Baldazzini confezionano questo evocativo romanzo a fumetti ambientato tra le glorie e le miserie della Hollywood del cinema muto, tra star system e traffici notturni, sogni di grandezza e oscure meschinità, misteriosi omicidi e sfavillanti luci della ribalta. Nel volume, prendono vita gli anni della trasformazione di una cittadina nata in mezzo al deserto nella “mitica” Mecca del cinema. In questo scenario, con gli Stati Uniti appena usciti dalla Grande guerra, gli autori ambientano l’epopea tra pubblico e privato di due fratelli molto diversi tra loro e delle reciproche passioni e disillusioni, citando tanto cinema hollywoodiano dell’epoca (con Baldazzini che si sbizzarrisce da par suo) e anche, seppur retrodatandoli, alcuni celebri casi di cronaca nera come, per esempio, quello della Dalia Nera già narrato mirabilmente da James Ellroy.

Eraldo Baldini, Gotico rurale, Einaudi Stile Libero, 2012 (248 pagine, 17.50 euro).
Nel 2012, Einaudi ha ripubblicato, dodici anni dopo la precedente edizione Frassinelli, questo autentico libro di culto che ha consacrato il talento oscuro di un narratore di razza come Eraldo Baldini. E lo ha fatto allestendo una nuova edizione arricchita con sei racconti in più, tra i quali uno inedito, per rendere il libro ancora più denso ed emotivamente immersivo. Nelle storie di Baldini, le luci delle metropoli sono lontane e gli orrori che sgorgano dalla sua penna sono calati in nebbie inquietanti, campagne silenziose, paludi impenetrabili e in una provincia tanto addormentata quanto piena di misteri e di una tensione sempre pronta a trasformarsi in incubo e terrore. La via padana al gotico, che ha proprio nell’autore ravennate il suo esponente più illustre, sembra fatta apposta peraltro per evolversi, nei prossimi anni, in nuove direzioni che, inevitabilmente, dovranno narrare anche quanto sta accadendo in queste settimane in quella parte di Italia devastata dal virus.

Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari, Kraken, Tunué, 2017 (96 pagine, 16.90 euro).
Con questo bel volume del 2017, Emiliano Pagani si conferma come uno tra gli sceneggiatori più interessanti dell’attuale scena fumettistica italiana. A coadiuvarlo al meglio è un Bruno Cannucciari in forma smagliante. I due costruiscono una storia cupa e coinvolgente, che riesce a calare il lettore tra le solitudini di personaggi costantemente a confronto con quel sonno della ragione che, com’è inevitabile, è destinato a corrodere l’animo umano. Nel piccolo paesino francese di Selalgues, sulla costa settentrionale del Paese, la comunità locale di pescatori trova nel pregiudizio e nella superstizione un modo come un altro per vincere il logorio esistenziale che sembra trascinare sul fondo del mare esistenze sempre uguali a se stesse. Da tutto ciò deve guardarsi il problematico Damien, un ragazzino deciso a trovare e uccidere il Kraken, la creatura marina che crede responsabile della morte del padre e del fratello.

 

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