Per la prima volta in Europa, i ricercatori possono seguire la distribuzione di una molecola in tutto il corpo umano attraverso un’unica scansione. Merito della nuova “PET/CT Total-Body” inaugurata oggi presso la Medicina Nucleare dell’IRCCS Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant’Orsola. Un investimento da 21 milioni di euro (sostenuto grazie a fondi di ricerca aziendali e regionali) che, apre importanti prospettive di ricerca per lo sviluppo di nuovi farmaci sia per la diagnosi che per il trattamento dei tumori.
Il dispositivo completa la dotazione tecnologica nell’ambito dell’imaging avanzato dedicato alla ricerca (RM3 tesla e Tac Spettrale), permettendo all’IRCCS bolognese di compiere un ulteriore salto di qualità e di confermarsi punto di riferimento a livello internazionale. La tecnologia della “PET/CT Total Body”, sviluppata in California presso l’UC Davis, prodotta dalla multinazionale United Imaging e distribuita in esclusiva a livello nazionale da FORA, arriva infatti per la prima volta nel panorama europeo. Nel mondo esistono solo una decina di questi sistemi, sottolineando l’eccezionalità dell’acquisizione del Sant’Orsola.
I vantaggi del nuovo dispositivo
Rispetto alle Pet convenzionali, la “Pet/Ct Total-Body” offre vantaggi significativi. Le PET/CT attualmente in uso, infatti, riescono a scansionare soltanto segmenti circoscritti del corpo umano, compresi in genere tra i 15 e i 30 centimetri: questo significa che fino ad oggi, per ottenere un’immagine a corpo intero, era necessario eseguire più scansioni traslando il lettino all’interno del macchinario. Il nuovo dispositivo al contrario, vanta un campo di vista assiale di 194 centimetri e può quindi esaminare l’intero corpo umano in un’unica scansione con una sensibilità di rilevazione dieci volte superiore rispetto agli standard.
Un ulteriore punto di forza è l’integrazione di algoritmi di ricostruzione e software di post-elaborazione, con tecniche di Deep learning e Intelligenza artificiale, che consentono di seguire il percorso e la distribuzione dei radiofarmaci (somministrati per eseguire la Pet) all’interno del corpo dei pazienti. Dalle immagini statiche dei dispositivi convenzionali si passa quindi alla possibilità di seguire il percorso e la distribuzione dei radiofarmaci in modalità dinamica, osservandone l’evoluzione nel tempo. In pratica, è come passare dalla fotografia al cinema.
Tale caratteristica rappresenta un importante salto in avanti per la ricerca. Consentendo di studiare la farmacocinetica e la biodistribuzione dei traccianti a corpo intero, la nuova PET/CT Total-Body apre infatti importanti prospettive per lo sviluppo di nuovi radiofarmaci sia con finalità diagnostiche che terapeutiche. “L’attività di studio riguarderà soprattutto l’ambito oncologico, ad esempio le patologie non esaminabili con tracciante Fdg, come il tumore del rene, ma anche i processi infiammatori e le malattie autoimmuni”, hanno spiegato gli specialisti del Sant’Orsola.
Altri vantaggi e applicazioni cliniche
Tra le principali applicazioni cliniche e di ricerca della “Pet/Ct Total-Body”, rientrano l’identificazione dei residui tumorali (ad esempio in caso di mielomi e linfomi), la diagnosi di recidive neoplastiche (tumori della mammella, melanomi, tumori SNC, tumori del tubo digerente e tumori dell’ovaio), lo studio di processi infettivi (endocarditi e setticemie) e la diagnosi precoce di risposta al trattamento (CAR-T, immunoterapia, target therapy).
Infine la possibilità di analizzare l’intero corpo umano in un’unica scansione consente anzitutto di abbattere la durata degli esami, passando dai 12 minuti richiesti fino ad ora a meno di un minuto. Un risparmio di tempo che si traduce in un maggiore comfort, particolarmente utile soprattutto per i pazienti severamente doloranti (ad esempio in presenza di una malattia neoplastica ossea). E che permette di ridurre la necessità di sedazione nei pazienti pediatrici o con limitata possibilità di collaborare.