Sospesa l’ordinanza emanata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che prevedeva l’aumento della superficie occupabile dai tavolini all’esterno di locali, bar e ristoranti. Il Tribunale amministrativo regionale ha deciso di bocciare il provvedimento del primo cittadino in seguito alla richiesta inviata dal comitato “Chiaia viva e vivibile”. In particolare, la quinta sezione del Tar, presieduta da Maria Abbruzzese, ha accolto la richiesta del sodalizio per la quiete pubblica della zona di Chiaia, rappresentato dall’avvocato Luca Tozzi. Niente tavolini in più concessi davanti a locali, bar e ristoranti sul suolo pubblico, quindi, come invece aveva disposto il sindaco lo scorso giovedì. Quell’ordinanza concedeva più spazio sul suolo pubblico ai gestori di locali, da poter occupare per ampliare il numero di posti a sedere e, di conseguenza, anche quello di clienti e avventori. L’ordinanza fu una deroga ai regolamenti vigenti, intesa come risposta alla crisi economica esplosa a causa dell’emergenza sanitaria.
Il Tar ha sospeso l’ordinanza di De Magistris perché non è stato ravvisato un elemento di urgenza all’interno dell’atto emanato dal primo cittadino. Nonostante siano state apprezzate le implicazioni socioeconomiche dell’ordinanza, il Tar ha deciso comunque di bloccarla, perché la misura sindacale non si giustifica nell’ambito dello stato, ancora vigente, di emergenza sanitaria. È stata, inoltre, rimandata al 7 luglio la discussione della sospensione in Camera di consiglio. Questa è la seconda volta in pochi giorni che il Tar sospende un’ordinanza del sindaco di Napoli, dopo la contrapposizione con la Regione riguardo gli orari di chiusura dei locali sul territorio cittadino.

