Oggi 4 marzo, Giornata mondiale sull’obesità: L’importanza della prevenzione
La giornata ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e istituzioni sul tema dell’obesità e sui suoi pericolosi effetti sulla salute, di incoraggiarne la prevenzione e di lottare contro discriminazioni e pregiudizi
Oggi, 4 marzo, si celebra il World Obesity Day 2024. Una giornata mondiale istituita dalla Federazione Internazionale per l’Obesità (IFO) nel 2015 per invertire una crisi oramai globale. Un’occasione per puntare l’attenzione sui rischi per la salute dovuti ai chili di troppo.
Il problema, come hanno rilevato gli esperti, è che le convenzioni sociali e le rappresentazioni mediatiche sull’obesità rafforzano e alimentano stereotipi. “Invece è fondamentale – sottolineano gli esperti– che si tratti l’obesità per quello che è, cioè una malattia e non un problema estetico”. Una malattia che nel mondo coinvolge circa un miliardo di persone. Se i governi non agiranno per invertire la tendenza, come affermato dalla World Obesity Federation nel suo rapporto annuale, entro il 2035 saranno 4 miliardi le persone in tutto il mondo con sovrappeso o obesità: l’obesità infantile aumenterà di oltre il 100%, mentre fra gli adulti ci sarà un aumento di oltre il 60%, con una prevalenza che dal 2020 al 2035 passerà per gli uomini dal 14 al 23% (+73%) e tra le donne dal 18 al 27% (+50%).
I numeri sull’obesità in Italia, nel dettaglio, non sono incoraggianti. Secondo i dati nel nostro paese sono oltre 6 milioni le persone con obesità, circa il 12% della popolazione adulta. Ma i numeri non finiscono qui, perché in totale circa 25 milioni di persone sono in sovrappeso, stiamo parlando del 46% degli adulti (oltre 23 milioni di persone) e il 26,3% tra bambini e adolescenti (2,2 milioni di persone). Numeri impressionanti che ci riportano all’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione ad una corretta alimentazione ed un corretto stile di vita. Prevenzione, cruciale sin dai primi 1000 giorni di vita, (nonché in fase pre-concezionale) e durante la gravidanza e lungo tutto il corso della vita, per ridurre i fattori di rischio individuali e rimuovere le cause che impediscono scelte di vita salutari.
Dietro all’obesità e al sovrappeso ci sono molte cause essendo entrambe due malattie multifattoriali che devono tenere conto di molte variabili. Una strategia universale per ogni persona non sarà mai la soluzione, ma è basilare attuare interventi mirati, che mettano al centro la persona, i suoi diritti, le motivazioni, le scelte, il contesto di vita, per supportare e indurre una modifica dei comportamenti che duri nel tempo. Nel caso della persona affetta da obesità, renderla protagonista del suo percorso è un approccio vincente, al quale possono e devono contribuire competenze professionali diverse.
A differenza di quello che si può pensare, obesità e sovrappeso non sono la stessa cosa: “Si definisce in sovrappeso una persona con un Indice di massa corporea (IMC) compreso tra 24,9 e 29,9 kg/m², mentre l’obesità implica un eccesso significativo di peso corporeo che supera o eguaglia l’IMC di 30 kg/m². In entrambi i casi, però, l’eccessivo peso può causare delle problematiche di salute come il diabete di tipo 2, malattie cardiache, ictus, ipertensione, malattia da reflusso gastroesofageo, apnea ostruttiva del sonno e problemi articolari. Un aspetto molto spesso sottovalutato è anche la gestione della personale gratificazione attraverso il cibo. Molto spesso si tende a considerare il cibo come semplice strumento di appagamento e di piacere. In parte è giustissimo ma non si deve tralasciare il ruolo fondamentale, cioè quello nutrizionale. Per questo è importante seguire una dieta sana ma avere anche buone abitudini”.
In conclusione, affrontare l’obesità o il sovrappeso richiede una visione olistica che integri cambiamenti con l’adozione di un’alimentazione equilibrata, quali: un’attività fisica regolare; un consumo di zuccheri sotto il 15%; scegliere l’acqua come bevanda principale; un adeguato riposo notturno. In tale contesto, adottare stili di vita sani diventa cruciale per prevenire e gestire questa malattia diffusa.
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