Sono oltre 140mila i nuovi casi Covid registrati dal Ministero della salute nelle ultime 24 ore. Nello specifico, 142.967 casi accertati al netto di 550.706 tamponi processati. Il tasso di positività si attesta al 26%. I decessi sono stati 157. Ad oggi ci sono 9.724 persone ricoverate e 375 in terapia intensiva. Nota positiva è che il virus sta di nuovo rallentando: l’incremento della settimana scorsa rispetto all’ultima di giugno è stato del 55% mentre questa settimana il virus ha segnato un incremento del 14% circa. I dati altalenanti di rallentamento e di accelerata repentina di questi giorni chiariscono come il virus continui a correre indisturbato, all’uopo L’OMS ha avvertito che: «La pandemia da Covid19 è tutt’altro che finita».
L’ondata estiva
Quella che da qualche settimana si sta verificando in Italia e in Europa è la sesta ondata di Covid19. L’aumento dei casi giornalieri, tocca di nuovo numeri che eravamo abituati a sentire nella stagione fredda. Era da fine gennaio che non si registravano così tanti casi, mentre l’8 luglio i decessi sono risaliti sopra il centinaio per la prima volta dopo mesi. Il motivo della diffusione del virus, dopo l’ultima pesante ondata è legato alle sotto-varianti di Omicron, variante a sua volta del virus originale SARS-CoV-2 (il virus del Covid quando fu scoperto a dicembre 2019): Omicron è stata ed è la protagonista dell’ultima ondata di coronavirus. Attualmente, la maggioranza delle infezioni è data da due sotto-varianti di Omicron chiamate BA.4 e BA.5, estremamente contagiose, velocissime nella trasmissione e sfuggenti verso gli anticorpi sviluppati con le precedenti infezioni e/o vaccini. In più, la caduta di ogni restrizione ha permesso al virus di espandersi in maniera molto più rapida, anche al netto delle temperature estive. Pensiero diffuso nell’immaginario collettivo è che il caldo uccida il virus: questo è errato. Infatti non esistono studi scientifici che dimostrino che le temperature elevate, vivere in un clima caldo o esporsi al sole prevenga l’infezione da Covid19. L’unico motivo per cui in estate si è da sempre verificato una diminuzione dei casi è dato dal fatto che si sta più all’aperto e anche perché gli ambienti sono meglio arieggiati.






