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Home Politica

Orta di Atella, cambiare tutto per non cambiare nulla

Domenico Cacciapuoti di Domenico Cacciapuoti
2 Febbraio 2020
in Politica

È un dato di fatto che Andrea Villano comunichi più ora da privato cittadino che quando era sindaco di Orta di Atella, Comune sciolto da qualche mese per infiltrazione della criminalità organizzata. In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook l’ex primo cittadino sottolinea che anche la commissione prefettizia straordinaria non ha revocato, ma solo sospeso il Puc.

“Una scelta sensata (per chiunque dotato di un minimo di intelletto) quella della commissione, che va sulla scia di quanto iniziato dalla mia amministrazione a dimostrazione ancora una volta che eravamo sulla strada giusta. Mi conforta pertanto la notizia che non è stato generato nulla di diverso di quanto noto e stabilito durante il mio mandato. Ricordo infatti che, la sospensione del Puc per 100 giorni nasceva dall’esigenza del Dipartimento della facoltà Luigi Vanvitelli di approfondire maggiormente il tema in questione (e non per dilatare i tempi come sostenevano alcuni nostri oppositori a guisa di comare da cortile). Ottenuti i pareri tecnico/legali dello stesso Dipartimento, si è proceduto alla sospensione più lunga di 18 mesi, con la delibera commissariale e contestuale avvio della redazione del nuovo piano. Redatto il nuovo piano, anche in caso di nostra permanenza alla guida dell’ente, si sarebbe proceduto all’annullamento (ove mai i tecnici nominati ne avessero ravvisata la necessità) di quello vigente e all’approvazione del nuovo. Solo per amore di verità, ribadisco che già nella genesi della mia amministrazione, per lo studio della complessa materia urbanistica ortese, nasceva l’incarico (con totale carta bianca) al Dipartimento di Urbanistica della facoltà Luigi Vanvitelli, come dimostra la nomina ad assessore all’Urbanistica, sin dal primo giorno del mio insediamento, all’ingegnere Luigi Macchia, in rappresentanza del team universitario. Ripeto fino alla noia che, la procedura di annullamento/nuovo piano sarebbe nata da un percorso serio, trasparente e condiviso con tutta la città. Un percorso già iniziato (come si evince anche nelle premesse della delibera commissariale di sospensione) e che purtroppo non si è concluso non per nostra volontà. Resta il rammarico che ad occuparsi della redazione del nuovo piano sarà un tecnico estraneo al territorio, con il quale sicuramente ci confronteremo e a cui daremo tutto il nostro contributo sempre nell’interesse della nostra amata Orta”.

Un estremo tentativo da parte dell’ex sindaco di riabilitare la sua amministrazione, nota come tra le più “introverse” degli ultimi anni. Voler pareggiare i conti con la storia assumendosi, ora, la paternità di alcune azioni potrebbe essere visto da molti soltanto come un esercizio di vanità.

Nulla accade per caso, tutto ha una logica. E questo vale ancora di più in politica. Infatti, il senso dello scioglimento del Comune di Orta di Atella va ricercato nel fatto che l’ex amministrazione Villano ha rappresentato un bel paradosso: il cambiamento che diventa continuità e immobilismo. Insomma, dal fare al faremo (forse), dalla strategia dell’innovazione alla tattica della dilazione: come spesso accade, cambiare tutto per non cambiare nulla.

L’amministrazione Villano è stata segnata, a detta dei suoi più strenui oppositori, non solo da una certa dose di approssimazione politica e amministrativa, ma anche da una preoccupante commistione d’interessi con personaggi finiti nella relazione della commissione di accesso prima e nel decreto di scioglimento poi. Per questo in città e nel territorio limitrofo sorprendono le continue dichiarazioni social dell’ex sindaco. Attraverso un duro comunicato è arrivata la risposta del gruppo Attivisti democratici ortesi.

“C’è un tempo per tutto. Ora è il tempo della riflessione e della proposta per un paese lasciato alla deriva, a causa dell’incapacità di chi sembra “cadere dalle nubi”. Avremmo preferito soprassedere, impegnandoci, come già stiamo facendo, ad avviare un confronto, sereno e libero da ogni forma di condizionamento, con tutte le forze serie della società civile, per entrare, finalmente, nel merito e proporre soluzioni alle annose questioni che tormentano i cittadini ortesi, elevando, così, il livello del dibattito. Abbiamo scelto, quindi, il silenzio. Ma c’è un limite a tutto. Soprattutto, ai vaneggiamenti di una persona che, ancora oggi, continua a mostrare il peggio di sé! È vero. Al peggio non c’è mai fine.

È inutile caro ex sindaco, sciolto per infiltrazione camorristica, continuare ad arrampicarsi sugli specchi e ad inveire contro la commissione prefettizia. Se, appena dopo sei mesi di gestione, è arrivata la commissione di accesso e, a 18 mesi dalle elezioni, è arrivata, pure, la scure dello scioglimento, la responsabilità è imputabile solo ed esclusivamente a te, alle tue scelte, agli atti e ai componenti della tua amministrazione. Anche tu dovresti averne contezza. È emblematico, infatti, che uno dei primissimi atti della commissione straordinaria sia stata, proprio, la sospensione del Puc, con la contestuale nomina del tecnico incaricato per la redazione di un nuovo strumento urbanistico.

Anche in questa occasione, però, abbiamo assistito all’ennesima farsa messa in scena dall’ex-sindaco di Orta di Atella. Usiamo la definizione farsa, perché le sue uscite sono state tutte una farsa. Mistificazioni che cercano, miseramente, di giustificare il fallimento politico della sua maggioranza. Vero che, a raccontare sempre la stessa bugia, si finisce per crederci. Ma ad ogni cosa c’è un limite, oltre al quale non si dovrebbe andare. Dopo la pubblicazione della delibera, il fu sindaco non ha esitato un attimo. Si è fiondato sui social e, mistificando la realtà, ha affermato che il provvedimento confermava la linea adottata dalla sua compagine.

La Prefettura dice tutt’altro. Scrive che la sospensione del Puc rappresentava, per l’amministrazione Villano, solo un modo, anche maldestro, di prendere tempo. Ma questo per il sindaco sciolto non conta. L’incarico ai tecnici universitari, secondo il ministro dell’Interno, è servito solo a rinviare la palla, in attesa della fine delle indagini della commissione d’accesso. In 18 mesi sono riusciti a dimostrare soltanto la più totale inadeguatezza e inettitudine. L’amministrazione ‘sciolta per infiltrazioni’, nonostante ‘uno, nessuno e centomila’ referenti politici, regionali e nazionali, non è stata capace di intercettare un euro di finanziamento per le opere pubbliche. E oggi si lamenta delle strade gruviera.

Solo 70 mila euro per il ‘grano di Atella‘, di cui si aspetta, con legittima curiosità, ancora la rendicontazione. Chiusi il palazzetto dello sport, il parco giochi e numerose attività commerciali. Imbarazzante! E continua a rendersi ridicolo, affermando di avere fatto e di avere risolto. Ecco perché avremmo preferito, in un momento così delicato per la nostra comunità, che tutti facessero tesoro della lezione impartita, lavorando per ripristinare quella democrazia che è stata, per l’ennesima volta, violentata.

Ma, dalla notifica dello scioglimento ad oggi, il sindaco ‘sciolto’ ha continuato, imperterrito, a fare campagna elettorale (‘se non sarò io, sarà un altro dei miei’) e a collezionare, in rapida successione, una serie di magre figure. Tra le più emblematiche, che hanno fatto il giro dell’intera regione, ricordiamo il discorso di commiato ‘Buonanotte Orta’ e la breve (per nostra fortuna) intervista alla trasmissione televisiva Report, andata in onda sulla Tv nazionale. Il silenzio sarebbe stato meglio del suo elogio del nulla”.

Sui finanziamenti intercettati dall’ultima amministrazione comunale, l’ex sindaco Villano ci tiene a precisare che i suoi detrattori non dicono la verità. “Abbiamo recuperato 2 milioni 400mila euro per le scuole cittadine – ha specificato – e 130mila euro del Decreto crescita. Sono risultati importanti su cui non si può tacere. L’ultimo lavoro pubblico in città è stato fatto 18 anni fa”. In ogni caso, non sarà semplice per Orta di Atella e non sarà facile per il prossimo primo cittadino evitare di aggiungersi al lungo elenco di sindaci costretti a lasciare prima del previsto. Per ora, ci sono solo le condizioni per costruire e godersi la speranza di una nuova alba.

 

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Tags: Orta di Atella
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