Se anche un sindaco come Alfonso Golia, di solito moderato e calmo, si altera scagliandosi contro quei cittadini aversani rei di “farci tornare indietro di due mesi” e rasentare “la follia” con assembramenti fuori alle banche “senza rispettare la distanza di sicurezza” o affollare “come un qualsiasi pomeriggio di shopping primaverile” le principali arterie, per prendersela con i ragazzi “nella macchinina 50 che scorrazzavano in due o tre nell’abitacolo” e con i loro genitori, allora vuol dire che il primo giorno dopo due mesi di quarantena è stato veramente tragico nella città normanna.
Golia non è stato l’unico sindaco ad arrabbiarsi per l’atteggiamento superficiale dei propri concittadini dopo l’allentamento del lockdown. Analogo messaggio è stato rivolto da Giuseppe Bencivenga, primo cittadino di Frattaminore, il quale, rivolgendosi ai genitori per i numerosi assembramenti di ragazzini, ha detto chiaramente loro di “tenerli assolutamente a casa, perché non è affatto finita. Noi abbiamo un problema serio – ha proseguito Bencivenga – di possibilità di contagio”. E, ancora rivolto ai genitori, “non è iniziato alcun campo estivo, bisogna tenere i ragazzi a casa”. Con gli adulti, Bencivenga ha poi proseguito sulla stessa linea di Golia. “Non è possibile vedere persone ammassate davanti alle banche” non rispettare la distanza “di un metro, ma se facciamo un metro e mezzo è meglio. Così non va, stiamo mettendo le basi per passare un guaio”, ha concluso il sindaco di Frattaminore.

