Sono riprese oggi le lezioni in presenza negli istituti di dodici regioni italiane e della Provincia di Trento: questa mattina, per la prima volta da inizio marzo, la campanella è suonata per più di cinque milioni e mezzo di studenti italiani. Un momento importante, atteso e non privo di zone d’ombra e incertezze: già nella giornata di ieri, in un videomessaggio rivolto a studenti, genitori e insegnanti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva preannunciato che la ripresa non sarebbe stata una passeggiata: “Ci saranno difficoltà e disagi, soprattutto all’inizio – aveva affermato -. La scuola peraltro sconta carenze strutturali che ci trasciniamo da anni aggravate dall’attuale pandemia, ma voi dovrete fare la vostra parte: dovete impegnarvi a rispettare le regole di cautela che vi consentiranno di tutelare la vostra salute e la salute delle persone che amate e che vi amano”. I disagi temuti alla vigilia, tuttavia, sembrano essersi verificati solo in parte durante il primo giorno di permanenza in aula: a Milano, come riporta il Corriere della Sera, nonostante le lunghe code all’entrata di molti plessi scolastici, nella maggior parte degli istituti meneghini la situazione è parsa sotto controllo. Una situazione pressoché analoga, nonostante alcuni casi di assembramento, è stata registrata fuori ai cancelli delle scuole di Roma: qui la mancata consegna dei nuovi banchi monoposto ha dato il via, in qualche circostanza, alla ricerca di soluzioni alternative per mantenere il distanziamento tra gli studenti: è il caso del plesso Alonzi dell’istituto Padre Semeria. Qui gli alunni sono stati disposti alternativamente sul lato verticale e orizzontale del banco, secondo quello che è stato battezzato il “metodo Cuba”. La penuria di banchi sembra essere un problema diffuso trasversalmente in tutte le Regioni: stanno facendo il giro del web, in queste ore, le immagini di una classe di bambini di Genova costretta a scrivere in ginocchio sulle sedie.

Non sono mancati, ovviamente alcuni casi di positività tra gli studenti. Un caso singolare, intal senso, si è verificato in Toscana, precisamente a Fosdinovo, in provincia di Massa Carrara: qui il primo giorno di lezioni per una classe di una scuola elementare è durato circa mezzora. È arrivata infatti poco dopo il suono della campanella la notizia della positività di una bambina che, pur non essendo presente in quel momento in classe, aveva partecipato a dei corsi prescolastici nei giorni scorsi. Come da regolamento, è scattata la quarantena per l’intera classe e per le insegnanti.

