I militari del gruppo forestale di Marcianise, così come gli altri, controllano, nella maggior parte dei casi, aziende private che non rispettano le leggi in materia ambientale, procedendo spesso al sequestro delle aree e alla denuncia del titolare. Sorprende ancora di più che, a non rispettare la normativa vigente per la tutela e la salvaguardia ambientale del territorio, siano anche enti di natura pubblica.
Questo hanno scoperto i carabinieri della stazione forestale di Marcianise, unitamente al personale tecnico dell’Arpac, dipartimento di Caserta. L’azione congiunta di forestale e Arpac ha portato a un’attività di verifica presso l’impianto di depurazione e trattamento acque reflue urbane “Area Casertana”, sito in comune di Marcianise.
Nel corso del controllo si è proceduto ad effettuare una verifica della “linea fanghi”. L’ispezione ha rilevato la presenza di 2 silos contenenti circa 300 tonnellate di fanghi aventi codice Cer 190805. Il riscontro dei documenti ha evidenziato il superamento dei limiti temporali, cioè massimo 90 giorni, e volumetrici, non più di 30 metri cubi, previsti dalla normativa ambientale di riferimento per il deposito temporaneo dei rifiuti. La stessa normativa impone che i rifiuti debbano essere obbligatoriamente avviati ad operazioni di recupero o di smaltimento, nel termine massimo di tre mesi e quando il loro quantitativo raggiunga complessivamente i 30 metri cubi.
I militari hanno, quindi, proceduto al sequestro dei silos contenenti le 300 tonnellate di fanghi, denunciando in stato di libertà, per il reato di allestimento di un deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi, il direttore dell’impianto, in quanto responsabile del depuratore e secondo la specifica delega inclusa nelle sue funzioni. È stata, inoltre, contestata una infrazione amministrativa per un importo di oltre 5.000 euro, per incompleta tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti speciali non pericolosi.