Non si fermano i controlli riguardanti la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto durante Ferragosto, in piena emergenza da Coronavirus. I carabinieri del comando provinciale di Napoli del gruppo per la tutela del lavoro, assieme al personale dell’ispettorato territoriale del lavoro di Napoli, hanno infatti verificato la corretta applicazione dei vigenti protocolli governativi riguardo il contenimento del virus. I luoghi maggiormente controllati sono stati quelli della cosiddetta movida, dalle discoteche agli stabilimenti balneari, dove sussiste non solo il pericolo di assembramento ma può anche essere possibile riscontrare la presenza di lavoratori in nero o protocolli e regole non seguiti al fine di poter riprendere le attività economiche il più velocemente possibile, con il risultato di mettere a rischio, però, la salute di tutti.
Dagli accertamenti eseguiti durante il periodo di emergenza sanitaria è risultato che, nella sola provincia di Napoli, già dal mese di marzo, sono state verificate 300 imprese con quattromila lavoratori, con un totale di 176 sanzioni amministrative elevate per non aver seguito le norme anti-Covid, 41 datori di lavoro deferiti all’autorità giudiziaria e 76.500 euro di sanzioni amministrative elevate. Situazione ben più grave è quella legata alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nell’edilizia, un settore che è stato funestato, purtroppo, da molti incidenti anche mortali. Sono state infatti controllate, nel mese di luglio, dai carabinieri e dal personale dell’ispettorato del lavoro, dell’Asl e del comando provinciale dei vigili del fuoco, assieme al coordinamento della prefettura e col supporto aereo del nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano, 41 imprese edili delle quali ben 30 sono risultate irregolari. Su 126 operai, 38 lavoravano in nero e senza alcuna garanzia e, addirittura, 4 tra questi sono risultati percettori del reddito di cittadinanza. I controlli hanno portato a 15 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale e un sequestro penale per gravi violazioni alla sicurezza (sono 73 quelle contestate), con ammende che sono arrivate a 530mila euro. In totale le violazioni amministrative sono state 52, con sanzioni pecuniarie che ammontano a 170mila euro.

