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Home Politica

“Guerra delle ordinanze” tra De Luca e de Magistris sulla movida a Napoli

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
30 Maggio 2020
in Politica
Movida Napoli

Movida Napoli

Continua il duro “botta e risposta” a suon di ordinanze sulla regolamentazione della movida a Napoli tra il governatore della Campania Vincenzo De Luca e il sindaco del capoluogo partenopeo Luigi de Magistris. Nella giornata di ieri, infatti, il presidente della Regione aveva emesso un’ordinanza che prevede il pugno duro contro i locali della movida, con particolare riferimento agli orari di chiusura e alle regole per la vendita di alcolici. Non s’era fatta attendere la reazione del sindaco di Napoli che, sempre ieri ma in serata, aveva a sua volta annunciato una contro-ordinanza meno restrittiva rispetto a quella della Regione. Ma oggi è arrivata la risposta durissima di De Luca, che ha scritto a prefetto, questore e comandante della polizia municipale di Napoli, definendo il provvedimento del sindaco “palesemente illegittimo“.

A scontrarsi tra loro attraverso le due ordinanze, dunque, sono soprattutto due visioni differenti della gestione della crisi epidemiologica: da un lato, quella di De Luca, autore della linea dura e della “tolleranza zero”; dall’altro, invece, c’è la linea morbida di de Magistris, probabilmente più sensibile alle esigenze dei giovani che popolano ventiquattro ore su ventiquattro le strade e le piazze di una tra le città più giovani d’Italia, ma al tempo stesso sensibile anche a un dato importante: ben il 40% del Pil della città ruota intorno al comparto dei locali e del food e un prolungarsi della crisi potrebbe avere conseguenze catastrofiche sull’intero settore, con la chiusura di centinaia di esercizi commerciali e la perdita di migliaia di posti di lavoro legati all’indotto. “È necessario un patto per Napoli, non scritto, tra cittadini, operatori economici e istituzioni tutte – ha scritto il sindaco su Facebook – per affrontare insieme la pandemia sanitaria e l’epidemia sociale ed economica. L’amministrazione si fida dei napoletani. La nostra visione è di rilanciare insieme la città. Responsabilizzazione e non colpevolizzazione delle persone. Però chi sbaglia paga, perchè mortifica la responsabilità e la correttezza di tanti. […] Le istituzioni tutte devono cooperare in maniera leale tra loro. I sindaci hanno visto riconosciuto dal presidente del Consiglio, nella riunione di giovedì, il loro diritto-dovere di intervenire con provvedimenti, in questa Fase 2, per la necessaria rinascita dei loro territori. […] Il nemico non è il napoletano, il cittadino, il giovane, il commerciante o i sindaci sinora abbandonati, senza più un euro in cassa. Il nemico è il virus che la nostra città ha affrontato benissimo; il nemico è il dramma sociale, economico e lavorativo che può causare dalle nostre parti – ha concluso de Magistris – più morti del Covid-19; il nemico è la criminalità che approfitta se il Governo è lento. Napoli lotta, resiste e combatte“.

A fare da mediatore istituzionale nello scontro tra le due autorità amministrative è intervenuto nella notte il prefetto di Napoli, nel tentativo di trovare una soluzione a una già intricata vicenda, che vede due diverse ordinanze in conflitto tra loro e rischia di generare enorme confusione tra i cittadini in un momento estremamente delicato. In ogni caso, in questo weekend restano valide le ordinanze della Regione Campania (con stop alla movida all’una di notte e divieto di vendita di alcolici dalle 22), mentre a partire dalla prossima settimana potrebbero essere adottate le misure sancite dal Comune di Napoli, in vigore a partire dal primo giugno e valide su tutto il territorio cittadino fino al prossimo 31 ottobre, periodo nel quale è previsto un riacutizzarsi dell’emergenza epidemiologica.

Dietro l’angolo, però, c’è il rischio concreto di un conflitto giuridico-istituzionale e oggi è arrivata la nuova risposta da parte di De Luca, che ha scritto proprio al prefetto di Napoli, ma anche al questore e al comandante della polizia municipale “in riferimento all’ordinanza sindacale 248 del 29 maggio 2020, recante prescrizioni in evidente contrasto con l’ordinanza regionale 53“. L’atto è stato inviato per conoscenza anche al ministro dell’Interno e all’Anci. “Tale provvedimento – ha scritto De Luca – è palesemente illegittimo, non soltanto per carenza di potere, in quanto assume a proprio presupposto una situazione di crisi epidemiologica che coinvolge l’intero territorio regionale e detta disposizioni i cui effetti si riverberano ben oltre i confini del territorio comunale, ma altresì e soprattutto per violazione di legge. In particolare per evidente violazione della norma di cui all’articolo 3, comma 2 del decreto legge numero 19 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge numero 35 del 2020, a tenore del quale i sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali e regionali, né eccedendo i limiti di oggetto di cui al comma 1. In considerazione della espressa sanzione della inefficacia dei provvedimenti sindacali adottati in contrasto con le misure regionali vigenti, inefficacia sancita direttamente dalla richiamata disposizione di legge, si sollecitano gli organi dello Stato, le forze dell’ordine, la polizia municipale a predisporre tempestivamente ogni misura volta a garantire il rispetto rigoroso dell’ordinanza regionale da parte degli operatori coinvolti. Comportamenti diversi configurerebbero, a tutta evidenza, omissioni rilevanti – ha concluso De Luca nella sua lettera – anche sul piano penale, oltre che in relazione agli aspetti di tutela sanitaria“.

Da parte sua, Luigi de Magistris ha affidato la propria risposta all’agenzia Ansa: “Da parte del Comune di Napoli – ha dichiarato – c’è leale cooperazione istituzionale e assoluto rispetto della cornice nazionale, ma a questo punto la nostra pazienza è finita e non si può più tollerare che ci sia un’ingerenza assolutamente illegittima nei confronti delle prerogative della città di Napoli. Tutto questo non è più sostenibile. La nostra ordinanza non solo è perfettamente legittima ma è anche doverosa, perché attua meglio le prescrizioni sanitarie ed è passata anche attraverso una chiara interlocuzione col presidente del Consiglio che, nell’incontro in videoconferenza di giovedì scorso con i sindaci delle Città metropolitane, ha preso l’impegno a intervenire e a chiarire dal punto di vista normativo questa materia“.

 

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Tags: NapoliVincenzo De Luca
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