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Home Spettacoli Musica

A tu per tu con Meribì, giovane promessa della musica italiana

Inserita da Sky nella classifica dei migliori singoli del mese, “Nel nome dell’amore” è l’ultima struggente canzone che la giovane cantante partenopea ha voluto dedicare a Giulia Tramontano e alle donne vittime di violenza. Ecco l'intervista in esclusiva

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
17 Gennaio 2026
in Musica, Società, Spettacoli

“Nel nome dell’amore” è il nuovo singolo della giovanissima e talentuosa cantante Mariantonietta Boerio, in arte Meribì. Un brano struggente, che affronta con raffinata sensibilità ed elegante delicatezza un tema di grande importanza e attualità: quello della violenza di genere. La canzone vuole infatti essere un omaggio dolce e sincero alla memoria di Giulia Tramontano, la ventinovenne della provincia di Napoli la cui vita, assieme a quella del piccolo Thiago, venne spezzata nella primavera del 2023 dalla mano omicida dell’ex compagno.

Una pagina triste della cronaca del nostro Paese, che ha colpito nel profondo la sensibilità della giovane artista, la quale ha voluto regalare la propria voce non solo a Giulia, ma a tutte le donne vittime di femminicidio, affinché la loro luce non si spenga mai e la consapevolezza diventi speranza di un futuro migliore. La canzone, dalla melodia toccante e malinconica, è stata inserita nella rubrica musicale “Singolarmente”, format di Sky dedicato ai migliori singoli dell’ultimo mese, ricevendo gli elogi del noto giornalista e critico musicale Fabrizio Basso.

Abbiamo perciò deciso di fare una “chiacchierata” a tu per tu con la giovane Meribì, facendole alcune domande sulla sua carriera artistica, sulla sua passione per la musica e sui suoi progetti di vita. Da questa intensa e appassionante conversazione è nata l’intervista che segue.

Le scarpe rosse simbolo della battaglia contro la violenza sulle donne

“Nel nome dell’amore” è un brano che colpisce dritto al cuore per l’intensità con cui viene affrontato un tema così forte e significativo. Come è nata la canzone? Che significato ha per te la storia di Giulia? Quale è stata la reazione della sua famiglia?

“Avevo appena 17 anni quando, attraverso i notiziari e le informazioni che giravano sui social, venni a conoscenza della drammatica storia di Giulia e del piccolo Thiago. Io e le mie amiche fummo sconvolte. Ne parlammo per settimane, a scuola e a casa. Non riuscivo ad accettare che la vita di una giovane donna, con tanti sogni ancora da realizzare, potesse essere spezzata con tanta crudeltà proprio da colui che diceva di amarla. Mi sono interrogata a lungo su quale fosse il vero significato dell’amore, la cui forza genera luce, speranza, rinascita, non odio, dolore, distruzione. Poi mi sono chiesta cosa potessi fare per lanciare un messaggio positivo attraverso la musica, affinché si creasse maggiore coscienza su un tema così delicato come la violenza sulle donne”.

“Dal desiderio di donare la mia voce a coloro che purtroppo sono rimaste senza voce, si è consolidata la collaborazione con i maestri Mario Guida e Tano Campagnoli, autori rispettivamente dei testi e degli arrangiamenti della canzone, i quali ringrazio vivamente per la disponibilità e la sensibilità mostrata sull’argomento. Così il brano, che inizialmente nasceva in ricordo di Giulia, è diventato un canto di speranza per tutte quelle donne che sono vittime di violenze, di abusi, di soprusi, perché trovino la forza di reagire e il coraggio di ribellarsi alle ingiustizie e alle sopraffazioni. Bisogna rompere il silenzio, chiedendo aiuto e denunciando alle Autorità chi ci fa del male”.

“Lungo il percorso artistico e umano che ha portato alla nascita di questo brano scritto e cantato col cuore, ho avuto l’onore e il piacere di conoscere da vicino la Famiglia Tramontano. Chiara, la sorella di Giulia, è una ragazza straordinaria. Franco e Loredana, i suoi genitori, sono due persone di una gentilezza, di una dolcezza e di un’intelligenza emotiva rara. Sono stati per me un grande esempio di umanità. Confrontarmi con loro, ascoltare i loro consigli, ricevere riscontri positivi sulla canzone è stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Voglio loro un bene dell’anima. “Nel nome dell’amore” è un canto per non dimenticare, per esercitare il ricordo attraverso la musica, affinché non si spengano mai le luci della memoria e della speranza”.

Il videoclip del singolo “In nome dell’amore“, regia di Antonio Levita

Dal presente al passato, adesso facciamo ora un bel balzo indietro nella tua vita. Raccontaci un po’ della tua infanzia e adolescenza. Come nasce questa tua passione per la musica? E quali sono i ricordi più cari e preziosi che porti con te?

“Fin da piccola ho sempre avuto una grande passione per il canto, la musica, la danza e la recitazione. Si tratta di passioni che ho coltivato con costanza, che mi hanno accompagnata durante gli anni della mia adolescenza, e che oggi sono diventate un pezzo importante della mia vita. A trasmettermi l’amore per la musica è stato soprattutto mio nonno, Giuseppe Boerio, il quale era uno stimato autore musicale, noto per aver scritto i testi delle canzoni per diversi cantanti napoletani tra cui Mario Merola”.

“Verso i 5-6 anni cantavo le canzoni che sentivo alla radio, in tv o che mi faceva ascoltare proprio mio nonno. Ricordo che in occasione di un Natale, uno dei miei più belli da bambina, ricevetti in regalo il mio primo “Canta tu”. Potrebbe sembrare strano ma per me era un piccolo sogno che si avverava. Ne ero davvero felice! Passavo le giornate a imitare le mie beniamine del mondo della musica e dello spettacolo, ma mai avrei potuto immaginare che di lì a poco avrei stretto tra le mani un vero microfono!”.

“Ero ancora una ragazzina quando mio nonno, sull’onda dell’entusiasmo e della mia passione per il canto, decise di farmi un regalo straordinario: si presentò a casa con un impianto stereo professionale completo di tutto, mixer e microfoni compresi, lasciando senza parole me e i miei genitori. Da allora la musica non è più uscita dalla mia vita. Il sogno iniziava a diventare realtà. Ciò è stato possibile anche grazie alle lezioni di canto impartitemi dal maestro Gaetano “Tano” Campagnoli, musicista e fratello del direttore d’orchestra Enzo Campagnoli”.

La voce di Meribì è calda e ricca di pathos

Raccontaci di più del tuo percorso artistico e musicale. Quali sono i tuoi riferimenti musicali in Italia e all’estero? Quale, tra le esperienze che hai vissuto in questi anni, ti ha emozionata di più? Ci puoi svelare, infine, i progetti che hai in serbo per il tuo futuro?

“Ho deciso di intraprendere la strada della musica in maniera autonoma e indipendente, partendo dal basso, attraverso la gavetta, lo studio, le esibizioni dal vivo e i festival canori. Il mondo della musica rappresenta uno stimolo a migliorarmi e mettermi alla prova. Sono consapevole che si tratta di un percorso lungo, non privo di ostacoli. Ma sono determinata a realizzare i miei sogni. La gratificazione più grande, per me, consiste nel riuscire a creare una connessione sentimentale con chi mi ascolta, trasmettendo le emozioni e gli stati d’animo che porto dentro”.

“In questi anni, grazie all’impegno, al sacrificio e allo studio, ho avuto modo di perfezionare le mie doti canore, esercitandomi in diversi stili di canto e generi musicali. Così ho avuto la possibilità di approcciarmi alla musica leggera, al pop, all’r&b, al soul, alla lirica, al canto jazz e alla canzone napoletana. Tra le mie artiste internazionali preferite ci sono Whitney Houston, Céline Dion, Mariah Carey, Adele, Leona Lewis, ma anche cantanti pop e dance come Miley Cyrus, Beyoncé, Rihanna, Dua Lipa. Tra le artiste italiane ci sono invece Giorgia, Arisa, Noemi, Elisa, Serena Brancale. Nel mio pantheon musicale non può infine mancare il grande Pino Daniele”.

“Tra le esperienze artistiche che più mi hanno emozionata c’è stata senza dubbio la partecipazione ad “Area Sanremo”, porta d’accesso a “Sanremo Giovani“. È stato fantastico potermi confrontare e gareggiare con artisti di talento provenienti da ogni angolo d’Italia. Non so cosa mi riserva il futuro, spero ancora tante emozioni e soddisfazioni. Continuerò a impegnerami per far sì che ci siano sempre il canto e la musica nella mia vita. Parallelamente, oltre a cantare e a coltivare le passioni per la danza e la recitazione, il mio obiettivo è proseguire gli studi universitari per diventare logopedista: occuparmi della voce, della parola, del linguaggio e della comunicazione mi ha sempre affascinato”.

Meribì si esibisce alle fasi finali di “Area Sanremo“

BIOGRAFIA DI MERIBÌ

Metà napoletana metà calabrese, Mariantonietta Boerio in arte Meribì, è una delle voci più dense ed emozionanti tra le giovani proposte della musica italiana. Appassionata di canto fin dalla tenera età, ha iniziato a farsi conoscere già da ragazzina, esibendosi in numerosi live e contest musicali. A soli 14 anni è finalista a “Sanremo Junior“, posizionandosi quarta e lasciando tutti senza parole. Nel 2022, a 16 anni, giunge allefasi finali di “Area Sanremo“, sfiorando la qualificazione a “Sanremo Giovani“. Nel 2023 vince il Festival dell’Inedito Italiano, ricevendo il primo premio dalla cantautrice e presidente di giuria Mariella Nava.

Meribì riceve il primo premio al Festival dell’Inedito Italiano

Nel 2024 esce l’inedito “Fragili”, il quale viene inserito da Sky nella classifica dei migliori singoli pubblicati da artisti emergenti. Il videoclip del brano supera le centomila visualizzazioni su YouTube mentre l’esibizione di Meribì viene trasmessa dalla trasmissione “Videobox”, in onda su Rai Due. Alla fine del 2025, la giovane cantante pubblica il singolo “Nel nome dell’amore”, canzone dedicata a Giulia Tramontano e alle donne vittime di violenza. Anche questa volta il brano viene scelto da Sky e inserito nella classifica dei migliori singoli pubblicati dai giovani talenti della musica italiana.

Il videoclip di “Fragili” ha superato le centomila views su YouTube

Per chi volesse seguire Meribì e restare aggiornato sulla sua carriera artistico-musicale, può raggiungerla su Instagram (clicca qui), su TikTok (clicca qui) e sul suo canale YouTube (clicca qui). A lei, alla sua famiglia che l’ha sempre seguita e sostenuta, al suo indiscusso talento e alla sua fiorente carriera va il nostro più grande e sincero in bocca al lupo!


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Tags: donneFemminicidiogiovaniGiulia TramontanointervistaMariantonietta BoerioMeribìmusicaprimopianoSanremoviolenza di genere
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