L’aggravarsi della pressione pandemica del Covid-19, sospinta da una rapidissima diffusione della variante Omicron del virus tra la popolazione, sta avendo ripercussioni gravissime sul sistema sanitario regionale della Campania il quale non riesce più a fronteggiare adeguatamente l’attuale crisi epidemiologica. A partire da oggi, infatti, l’unità di crisi della Regione Campania, ha stabilito con apposito decreto la sospensione dei ricoveri programmati e delle visite specialistiche ambulatoriali non urgenti in tutte le strutture sanitarie pubbliche della regione. Il provvedimento perentorio, adottato d’urgenza dalla Direzione generale per la tutela della salute, porta le firme dei dirigenti sanitari Italo Giulivo, Antonio Postiglione, Pietro Buono, Ugo Trama e Maria Rosaria Romano e arriva dopo un provvedimento simile già adottato dall’Asl Napoli 1 su esplicita richiesta del direttore generale Ciro Verdoliva.
Una decisione analoga fu presa per la prima volta due anni fa, allo scoppio della prima ondata dell’epidemia di Covid-19, e il fatto che sia stata adottata nuovamente per fronteggiare la recrudescenza virale di questa quarta ondata di Coronavirus deve farci riflettere seriamente su quali siano le condizioni in cui verserebbe il sistema sanitario regionale. Negli ultimi due anni, infatti, nulla o poco sarebbe cambiato, tanto da ritrovarci nuovamente al punto di partenza, nel pieno dell’emergenza sanitaria. La decisione di sospendere i ricoveri e le visite considerate non urgenti sarebbe stata adottata al fine di consentire una rapida ottimizzazione dell’organizzazione ospedaliera per fronteggiare in maniera adeguata la situazione pandemica così da impiegare il personale sanitario, in via prioritaria, nella gestione e nella cura dei pazienti contagiati dal virus del Sars-Cov-2. Per tale motivo è stata ravvisata anche la necessità di garantire una maggiore disponibilità di posti letto in ospedale, sia nei reparti di degenza ordinaria che in terapia intensiva.

