Il misterioso Cimitero delle Fontanelle a Napoli torna visitabile
Dopo anni di chiusura, tra pandemia, interventi di consolidamento e progetti di riqualificazione, riapre al pubblico il suggestivo Cimitero delle Fontanelle. Un viaggio imperdibile nelle viscere di Napoli alla scoperta della “Città dei morti" tra misticismo e folklore
Dopo una lunga attesa, riapre definitivamente al pubblico il Cimitero delle Fontanelle, nel Rione Sanità a Napoli, uno dei luoghi di sepoltura più suggestivi d’Italia. A gestirlo, in partnership con il Comune di Napoli, sarà la cooperativa sociale “La Paranza”, forte del rilancio di altri luoghi di grande interesse come le Catacombe di San Gennaro. Si tratta di un evento molto importante per la Sanità, quartiere ricco di storia e di tradizioni. La riapertura del cimitero rappresenta infatti un’opportunità fondamentale per il rilancio delle aree urbane incluse nelprogramma di sviluppo della città.
Il Cimitero delle Fontanelle è un luogo di grande fascino
LA RINASCITA
Chiuso nel 2020 a causa della pandemia, il cimitero non ha più riaperto. Il progetto di riqualificazione, presentato nel 2023 da Renzo Piano, ha visto il coinvolgimento di un team di giovani architetti del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. In questi anni ci sono stati importanti interventi di consolidamento delle cavità sotterranee, assieme alla realizzazione di servizi e strutture d’accoglienza per i visitatori. Così, nella primavera del 2026, il Cimitero delle Fontanelle ha riaperto i cancelli. Per garantirne la tutela, è stato istituito un comitato scientifico, presieduto dalla storica dell’arte Francesca Amirante.
Uno scorcio suggestivo delle grotte sepolcrali
LA “CITTÀ DEI MORTI”
Il Cimitero delle Fontanelle è un luogo di grande fascino, tra i più enigmatici e misteriosi in Italia, eguagliato in Europa solo dalle Catacombe di Parigi, al punto da meritare l’appellativo di “Città dei morti“. Il suo nome deriva dalla presenza di fonti d’acqua – le “fontanelle” – che in passato sgorgavano ai piedi della zona collinare di Napoli. Il sito si estende su una superficie di oltre 3.000 mq. ed è composto da alte navate rivestite da migliaia di ossa umane. Accedendovi, si ha la sensazione di entrare in una solenne cattedrale scavata nel tufo avvolta in un clima spettrale: più si avanza, più sembra di scendere negli Inferi.
La “cattedrale” scavata nel tufo giallo
IL CULTO “PROIBITO”
Il cimitero è famoso per il culto delle “anime pezzentelle“, dette anche “anime d’o Priatorio“, ossia quelle persone sepolte nell’anonimato. Qui i napoletani veneravano i crani dei defunti – le “capuzzelle” – a cui offrivano doni e preghiere in cambio di grazie e protezione. Si tratta di un antico rituale esoterico sopravvissuto nei secoli ed entrato a far parte della cultura popolare partenopea. I resti dei defunti erano un medium tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Sebbene il culto fosse vietato dalla Chiesa, i napoletani hanno continuato a venerare i morti con riti iniziatici a metà tra cristianesimo e paganesimo.
Il culto proibito delle “anime pezzentelle“
TRA SACRO E PROFANO
Il cimitero è il simbolo della fusione tra sacro e profano in una città dove devozione, superstizione, esoterismo e folklore coesistono da secoli. Il legame tra i napoletani e l’aldilà è sempre stato viscerale, è un sentimento collettivo che sfugge a ogni spiegazione. Tra la vita e la morte non c’è distinzione perché fanno parte entrambe della quotidianità. Per i napoletani parlare dei e con i defunti, come se fossero ancora in vita, è un modo per ricordarli con affetto. Ma è anche una maniera per esorcizzare la morte: dalla smorfia (“47 ‘o muorto“, “48 ‘o muorto che parla“) al teatro di Eduardo De Filippo, passando per la malinconica comicità di Totò e di Massimo Troisi, gli esempi sono molteplici. Napoli è un grande teatro dove la vita e la morte si incontrano per creare uno spettacolo che è allo stesso tempo farsa popolare e dramma shakespeariano.
A Napoli sacro e profano si fondono tra loro
LA VITA OLTRE LA MORTE
La Sanità fu scelta come luogo di sepoltura fin dall’antichità. È in questo quartiere che si trovano le tracce della necropoli greco-romana e le prime catacombe cristiane. Ne sono un esempio l’Ipogeo dei Cristallini, di età ellenistica, e le Catacombe di San Gaudioso, di epoca paleocristiana. Tra il XV e il XVI sec., le cave sorte ai piedi della collina di Materdei per l’estrazione del tufo, furono trasformate nel più grande cimitero cittadino. Qui, assieme a poveri e diseredati, furono seppellite anche le decine di migliaia di vittime delle epidemie che in passato flagellarono Napoli.
Peste e colera flagellarono Napoli tra XIV e XVII sec.
Eppure, contrariamente a quanto si pensi, il Cimitero delle Fontanelle è stato anche un luogo di vita. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, in questi oscuri antri fatti di ossa e di tufo, trovarono rifugio e salvezza migliaia di napoletani sfuggiti ai rastrellamenti tedeschi e ai bombardamenti alleati. Oggi, questo stesso luogo, è diventato il simbolo della rinascita di un quartiere che nelle sue radici e nelle sue tradizioni ha ritrovato la strada del riscatto, regalando speranza e futuro ai giovani del rione.
Gli oscuri antri del cimitero
Dopo la riapertura della Biblioteca dei Girolamini, con la “rinascita” del Cimitero delle Fontanelle si aggiunge un altro tassello fondamentale alla ricostruzione della storia, della cultura e dell’identità partenopea, affinché la “napoletanità” non si disperda, ma mantenga viva la sua unicità. In questi antri sospesi tra l’ombra e la luce, tra il sacro e il profano, tra la vita e la morte, aleggiano come spettri miti e leggende del passato che attendono solo di essere riscoperti e raccontati. Storie di una tradizione orale antichissima e senza tempo, che rientra di diritto nell’immenso patrimonio culturale e immateriale della città.
Sul cimitero aleggiano antiche storie e leggende
INFO PER LA VISITA
Per motivi di tutela e di sicurezza del sito, i visitatori saranno suddivisi in gruppi accompagnati. Al cimitero si potrà accedere previa prenotazioneon-line. Per i fedeli e i residenti della II e della III Municipalità (e quindi del Rione Sanità) sono previste giornate e fasce orarie a ingresso gratuito. Per maggiori info sulle modalità d’accesso, sugli orari di visita e sul costo dei titoli d’ingresso vi invitiamo a visitare il sito internet ufficiale del cimitero (clicca qui).
Nelle viscere di Napoli si nasconde la “Città dei morti“
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