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Home Cultura

In “Questioni di sangue” Anna Vera Viva ci guida nelle viscere segrete di Napoli

Nel suo ultimo romanzo pubblicato da Garzanti, la scrittrice Anna Vera Viva ci accompagna per mano in uno dei quartieri più antichi e affascinanti della città partenopea: il "Rione Sanità", con tutto il suo carico misterioso ed enigmatico

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
16 Novembre 2022
in Cultura, LeggiAmo, Letture, Rubriche

Nel romanzo Questioni di sangue, la scrittrice Anna Vera Viva ci guida in uno dei quartieri più suggestivi di Napoli: la Sanità, antico rione popolare rimasto immutato nei secoli, dove la modernità non sembra aver scalfito minimamente il suo animo e la sua natura. Attraverso la potenza del sangue e della scrittura, l’autrice ci porta alla scoperta di un quartiere misterioso e affascinante: qui le anime dei vivi e quelle dei defunti convivono da secoli in una sorta di limbo dove si consuma una comunione esoterica tra sacro e profano. Non esiste infatti luogo più emblematico in tutta la città partenopea in cui la morte e la vita non siano così strettamente legate tra loro e intrecciate alla storia del quartiere e della sua gente.

Uno scorcio del Rione Sanità

Lungo i vicoli del rione, nato in origine come luogo di sepoltura, si respira un’atmosfera rarefatta che non può essere spiegata razionalmente. Effetto che viene riprodotto con grande maestria nel romanzo come il risultato della stratificazione spirituale di una forza esoterica impressa nel sangue della gente che vive nel quartiere, tanto da configurarsi davanti agli occhi come un’isola sospesa tra il mondo percettibile e quello inintelligibile. Ne sono un esempio le affascinanti Catacombe di San Gaudioso, antico luogo di sepoltura di epoca paleocristiana che si sviluppa nei sotterranei della Basilica di Santa Maria della Sanità, oppure le suggestive Catacombe di San Gennaro, che ospitarono i resti del Santo Patrono della città, o ancora lo spettrale Cimitero delle Fontanelle, imponente fossa comune scavata nel tufo nella quale venivano sepolte le vittime delle terribili epidemie di peste e di colera che flagellarono Napoli in passato. Fu tra questi luoghi carichi di mistero e di presenze arcane che Totò compose la sua celebre poesia ‘A livella.

Lo spettrale Cimitero delle Fontanelle

È proprio alla Sanità che dopo quarant’anni due fratelli, Raffaele e Peppino, si rincontrano dopo aver subito da ragazzi una dolorosa separazione che avrebbe segnato per sempre la loro vite nel bene e nel male. Alla morte della madre, infatti, Raffaele, il più piccolo dei fratelli, viene strappato via dalla sua famiglia e dalle sue radici per essere dato in adozione lontano da Napoli. Una separazione che sarà anche la sua salvezza: sebbene l’inquietudine lo pervada fin da ragazzo, riuscirà a coltivare gli studi in teologia fino a diventare un “pastore di anime”, Don Raffaele, e tornerà a Napoli proprio come parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità, nel cuore del quartiere che lo ha visto nascere. L’impegno, l’amore e la premura di Padre Raffaele per i suoi fedeli e per il rione ci raccontano di una Napoli diversa, che non si arrende ai mali che l’affliggono e con una gran voglia di risollevarsi dall’oscurità.

La Basilica di Santa Maria della Sanità

Peppino invece, a differenza del fratello, rimarrà nella Sanità andando incontro a un ineluttabile destino: diventerà infatti Don Peppino, temibile e rispettato boss di camorra. I due fratelli non potrebbero sembrare all’apparenza l’uno più diverso dall’altro eppure, a unirli, c’è un legame di sangue ineludibile, un vincolo che rappresenta un fardello e una croce per entrambi. Se Raffaele impiega il suo tempo e la sua vita per “salvare” le anime, Peppino, al contrario, è colui che le “condanna” senza lasciare loro scampo. Da una parte ci sono quindi la luce, la giustizia, la grazia, la vita, dall’altra invece l’oscurità, le tenebre, il buio, la morte, eppure entrambi i protagonisti del romanzo sembrano far parte di uno stesso unico disegno. Le loro vicende si svolgono sullo sfondo una Napoli ammaliante, che affascina e strega con la sua bellezza, i suoi profumi e i suoi sapori, ma che nasconde anche un cuore oscuro e tetro, pericoloso e impenetrabile.

Nelle viscere della Sanità il legame tra morte e vita è palpabile

I fragili equilibri del quartiere vengono compromessi quando viene ritrovato in un appartamento il corpo senza vita di un uomo. Le indagini seguono un’unica pista ma c’è qualcosa che non torna in questo misterioso omicidio: mancano infatti importanti pezzi del puzzle per giungere alla soluzione del caso. Don Raffaele non si lascia ingannare e decide di volgere lo sguardo proprio sulla sua gente, anche se ciò dovesse significare guardare negli occhi di qualcuno a lui molto vicino, sangue del suo stesso sangue. Ma il “prete di quartiere”, pur circondato da un clima condizionato da paura, diffidenza e omertà, non si lascia intimidire dalle trame criminali: non si è mai fermato davanti a nulla e non lo farà nemmeno ora. La verità, per lui, è troppo importante. Le indagini del sacerdote proseguiranno così nel cuore segreto di una Napoli ricca di umanità ma anche complessa e difficile, che sopravvive in un fragile equilibrio fatto di forti contrasti e di aspre contraddizioni. I due protagonisti si ritroveranno presto l’uno di fronte all’altro seguendo la scia di quel sangue che li separa e li unisce, fino ad arrivare a un epilogo che non mancherà di sorprese e di colpi di scena.

La cripta della Basilica di Santa Maria della Sanità

La Sanità, tra i cui vicoli si svolgono le vicende del romanzo, ha anch’essa un ruolo da protagonista. Così come l’ha definita l’autrice non si tratta di un semplice quartiere ma di “un’isola vera e propria, e per navigare nel mare che la circonda ci vogliono coraggio, passione e un’idea diversa di verità”. Nessun luogo saprebbe incarnare meglio lo spirito di Napoli come la Sanità, un rione da sempre ricco di vita e di teatralità. Qui è nato il “principe della risata” Antonio De Curtis, in arte Totò. Sempre qui il grande Eduardo De Filippo ambientò una delle sue opere teatrali più celebri, Il Sindaco del Rione Sanità. È all’interno di questo “dipinto caravaggesco” che prendono forma, tra forti contrasti di luci e di ombre, personaggi carichi di un’umanità complessa. Nella Sanità finiscono per condensarsi le contraddizioni intrinseche del genere umano. L’esistenza stessa non è affatto lineare e razionale ma un insieme di casualità in bilico tra il vizio e la virtù. Qui i concetti di bene e di male, i cui confini sono spesso labili e sottili, coesistono tra loro fino a fondersi in maniera indistinguibile. E se negli ultimi anni il rione sta finalmente vivendo un graduale risveglio dopo decenni di buio e di oblio, è grazie al coraggio e alla caparbietà di chi non si è arreso. La stessa figura di Don Raffaele può essere intesa come la metafora della rinascita del quartiere.

Le suggestive Catacombe di San Gaudioso

Eppure Questioni di sangue non è un libro sulla camorra, anche se la sua presenza tra le pagine si percepisce essendo parte integrante di un contesto sociale con il quale si intreccia in maniera viscerale, proprio come nella realtà, rendendo il racconto vivido e reale. L’opera narra la storia di un “legame di sangue”, un amore fraterno, quello tra Raffaele e Peppino, ma è anche una narrazione di solitudini e di assenze, che si sviluppa sul doppio filo della voglia di verità e di riscatto. Quello di Anna Vera Viva è un esempio ben riuscito di romanzo giallo che si lascia contaminare dal filone poliziesco-investigativo, caratterizzato da una profonda riflessione sociologica su Napoli e sui suoi abitanti, sapendo cogliere le innumerevoli sfumature della natura umana tanto da aver ricevuto gli apprezzamenti dello scrittore partenopeo Maurizio De Giovanni. La scrittura del romanzo si presenta così intensa e vibrante, scorre come il sangue nelle vene, e con una semplicità quasi cinematografica la scrittrice trascina il lettore in una storia ricca di suspense, di suggestioni e di colpi di scena da leggere tutta d’un fiato. Dopo aver letto questo libro l’eterno scontro tra bene e male, presentato in una versione niente affatto manichea, avrà un sapore diverso, più vicino alla realtà di quanto si possa immaginare.

Le suggestive Catacombe di San Gennaro

L’AUTRICE
Di origini salentine, Anna Vera Viva si è trasferita giovanissima a Napoli negli anni ’80. Terminati gli studi, ha iniziato la sua carriera da scrittrice pubblicando racconti brevi per magazine e riviste letterarie, per poi passare al romanzo. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche pubblicando articoli di approfondimento culturale, sociologico e antropologico. Autrice di opere arrivate finaliste in concorsi e premi letterari, come Chimere e La Cattiva Stella, è anche sceneggiatrice di docufilm e cortometraggi tra cui ricordiamo La consegna e Specchio delle mie brame, candidati ai David di Donatello. Le sue passioni, oltre ovviamente alla scrittura e alla letteratura, sono viaggiare e l’arte contemporanea. Oggi vive, lavora e scrive tra due importanti capitali della cultura europea, Parigi e Napoli, per poi rifugiarsi, quando ha bisogno di pace e di tranquillità, tra le silenziose e incontaminate montagne dell’Abruzzo. Questioni di sangue è il suo primo romanzo edito da Garzanti ed è acquistabile nelle migliori librerie e nei principali store on-line.

La scrittrice Anna Vera Viva

SCHEDA  DEL LIBRO
Titolo: Questioni di sangue
Autrice: Anna Vera Viva
Genere: Giallo / Thriller
Collana: Narratori moderni
Pagine: 256, brossura
Editore: Garzanti
Pubblicazione: 2022
Prezzo: 16,90 €
Disponibile in formato audiolibro

Questioni di sangue è edito da Garzanti



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Tags: Anna Vera VivaGarzantilibroNapoliprimopianoQuestioni di sangueRione sanitàromanzo
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