“No al biodigestore”: cittadini e associazioni in marcia per la salute e l’ambiente
Venerdì 8 novembre si svolgerà a Gricignano di Aversa una grande manifestazione pacifica contro la realizzazione del famigerato “ecomostro”. In piazza ci saranno anche gli studenti delle scuole e le comunità religiose del territorio
Il pericolo della possibile realizzazione del maxi impianto di biodigestione dei rifiuti della Edison Next nell’area industriale di Aversa Nord non poteva passare nel silenzio, scatenando legittimamente i timori e le preoccupazioni dei cittadini residenti nell’Agro Atellano e Aversano. L’enorme sito di trattamento dei rifiuti, tra i più grandi progettati in Campania, prevede lo smaltimento a regime di ben 110.000 tonnellate di rifiuti l’anno, generando un impatto ambientale considerevole in un’area abitata da circa 200.000 persone, già tristemente nota alle cronache locali e nazionali per essere uno degli epicentri della famigerata Terra dei Fuochi.
In quest’area densamete abitata della provincia di Caserta, in cui le notizie di sversamenti illeciti e roghi di rifiuti sono all’ordine del giorno, e dove il cielo viene spesso oscurato da nubi tossiche e alte colonne di fumo nero, con l’aria resa irrespirabile dalla puzza di bruciato, si registra uno dei tassi di incidenza tumorale tra i più alti d’Italia, così come confermato dalle ricerche e dagli studi pubblicati dall’ISS – Istituto Superiore di Sanità. Una situazione estremamente grave e pericolosa, denunciata dagli attivisti ambientali della Terra dei Fuochi e dall’ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, i cui appelli a una maggiore tutela dell’ambiente e della salute sono rimasti troppo spesso inascoltati.
La scelta di costruire un grosso impianto di biodigestione in un territorio già altamente inquinato per conto della EDF, multinazionale francese dell’energia che fa capo alla Edison, la quale ha prelevato nel 2023 Ambyenta Campania, società appaltatrice del progetto, appare dunque obsoleta e insensata. Obsoleta perché la frazione organica dei rifiuti non ha bisogno di grandi impianti per essere trattata, ma di piccoli e medi siti dicompostaggio in zone di prossimità, che ne favoriscono il riutilizzo sotto forma di compost all’interno del ciclo virtuoso dei rifiuti, con un impatto ambientale pari a zero. Insensata poiché si tratta di una decisione presa dall’alto, senza alcun confronto con i cittadini, in contrasto con le valutazioni dell’Asi Aversa Nord e il parere del Tar della Campania. Una scelta, quindi, che ignora le problematiche ambientali e le caratteristiche specifiche del territorio, presentandosi con un’operazione di greenwashing, spacciando cioè per “bio”, “eco” e “green” ciò che non lo è.
Allarmati da questa situazione, il comitato No Biodigestore di Gricignano di Aversa – cittadina sul cui territorio è prevista la costruzione dell’impianto – e la rete ambientalista Stop Biocidio, con il supporto delle amministrazioni locali, hanno deciso di organizzare, nella mattinata di venerdì 8 novembre, una grande marcia per la salvaguardia dell’ambiente e della salute. Lo scopo della manifestazione è quello di ribadire la contrarietà dell’intera comunità alla realizzazione di questa grande operaconsiderata inutile e dannosa. Alla giornata di mobilitazione, la quale ha ricevuto l’adesione dei comuni di Gricignano, Carinaro, Teverola, Lusciano, Cesa, Aversa, Marcianise, Sant’Arpino, Sant’Antimo, Casapesenna, Casaluce, Parete, Frattaminore, Succivo e Orta di Atella, prenderanno parte i cittadini, le associazioni, le istituzioni scolastiche e religiose del territorio, compresa la Diocesi di Aversa, guidata dal Vescovo Angelo Spinillo, molto attento ai temi ambientali.
La marcia partirà venerdì mattina, alle 9:30, da Piazza Municipio a Gricignano, per poi dirigersi pacificamente, dopo aver attraversato il centro cittadino, verso la zona industriale. L’evento si concluderà nei pressi di Via della Stazione, non lontano dall’area in cui è prevista la realizzazione del grande “ecomostro”. Ad aprire il gioioso e colorato corteo ci saranno i bambini e i giovani studenti delle scuole e degli istituti del territorio con cartelli e striscioni, accompagnati dai genitori e dagli insegnanti. La manifestazione, volta alla sensibilizzazione e al coinvolgimento della comunità locale sui temi della tutela ambientale, della raccolta differenziata e del ciclo integratodei rifiuti, vuole porre l’attenzione della stampa e delle istituzioni sui rischi legati all’inquinamentoche il biodigestore comporterebbe nella zona.
“Tra i cittadini è vivo il timore di ritrovarsi da un giorno all’altro un ecomostro sotto casa contro cui dover fare i conti”, esordisce preoccupata la dott.ssa Giovanna Moretti, mamma, ingegnera e combattiva presidente del comitato No Biodigestore. “Per fortuna – prosegue – aumenta anche la consapevolezza tra le persone che costruire un impianto del genere in un territorio già inquinato come il nostro sia pura follia. La nostra comunità – afferma – non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia di fronte all’ennesimo scempio ambientale che si andrebbe a consumare sulla nostra pelle. Già in passato abbiamo organizzato incontri, manifestazioni e sit-in per sensibilizzare e informare i cittadini su quali fossero i rischi ambientali legati al biodigestore. Adesso è necessario che anche le amministrazioni locali facciano la loro parte, prendendo un impegno concreto con la popolazione affinché questa battaglia venga portata fino in fondo”, ribadisce l’ingegnera.
La dott.ssa Moretti lancia quindi un appello affinché la marcia di venerdì sia sentita e partecipata. “In virtù di una situazione ambientale compromessa, che non consente la costruzione di nuovi impianti inquinanti sul territorio, e consapevoli che la strada da percorrere sia quella del ciclo integrato dei rifiuti, venerdì saremo in marcia per manifestare contro una decisione che riteniamo iniqua e dannosa“, afferma con convinzine l’ingegnera, che prosegue: “Non vogliamo che a pagare il prezzo di decisioni sbagliate siano ancora una volta i nostri figli. Adessoè il momento di agire e di riprenderci i nostri diritti perciò sono necessari la partecipazione e il sostegno di tutti. Solo restando uniti e tenendoci per mano potremo far valere le nostre ragioni e vincere questa importante battagliaper la vita”, conclude fiduciosa l’attivista.
Giovanna Moretti, presidente del comitato No Biodigestore
Dello stesso parere è Enzo Tosti, portavoce della rete ambientalista Stop Biocidio, il quale non ci sta di fronte all’ennesima ingiustizia ambientaleperpetrata nella Terra dei Fuochi. “Questa scelta scellerata non rappresenta altro che una totale mancanza di rispetto nei confronti di tutte le persone che in questi territori ci vivono, ci lavorano e sono cresciute”, afferma a gran voce l’attivista, che ribadisce: “È inaccettabile che venga presa una decisione simile, che potrebbe mettere a repentaglio l’ambiente e la salute dei cittadini. Parliamo di un’area densamente abitata ma anche fortemente inquinata, segnata da infiltrazioni criminali, dove le ecomafie, grazie alle collusioni con imprenditori disonesti e politici corrotti, hanno fatto affari d’oro mettendo le mani sul traffico e sullo smaltimento dei rifiuti, inquinando e devastando un intero territorio”, mette in guardia Tosti, da sempre vigile e attento anche sui temi dell’antimafia e della legalità oltre che sulle questioni ambientali.
L’attivista chiede anche maggiore chiarezza da parte delle istituzioni. “L’Arpac e l’Asl di Caserta non possono far finta di nulla di fronte a una crisi ambientale che è diventata un’emergenza sanitariavera e propria. Le ricerche e gli studi effettuati sulla Terra dei Fuochi sono chiari e non lasciano spazio a equivoci. Bisogna prendere posizione decidendo da che parte stare: tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini è incompatibile con gli interessi lobbistici e speculativi di chi vorrebbe costruire il biodigestore. Per tale ragione – sottolinea Tosti – è necessario che i cittadini e le associazioni dell’Agro Atellano e Aversano, la società civile e tutti coloro che hanno a cuore il futuro del territorio, amministrazioni comprese, scendano in piazza per lanciare un messaggio chiaro verso coloro che vorrebbero mettere le mani sulla nostra terra e fare profitti a discapito di un’intera comunità: ‘a terra è a nosta e nun s’ha da tuccà!”, conclude fermamente l’attivista, invitando i cittadini a non avere timore di far sentire la loro voce.
Enzo Tosti, portavoce della rete Stop Biocidio
La battaglia contro la realizzazione del maxi impianto di trattamento dei rifiuti continuerà anche nelle settimane successive alla manifestazione in programma l’8 novembre. Comitati e associazioni, infatti, non hanno alcuna intenzione di fermarsi e sono pronti a portare avanti le loro istanze in tutte le sedi opportune, politche, istituzionali e legali, affinché la lotta contro il biodigestore diventi una questione di rilevanza nazionale. L’appuntamento successivo sarà mercoledì 13 novembre, data in cui la Regione Campania ha fissato la prossima conferenza dei servizi, alla quale parteciperanno i delegati dell’azienda, i dirigenti dell’AsiAversa Nord e gli amministratori delle città coinvolte per discutere dell’impatto ambientale che potrebbero causare le emissioni inquinanti generate dal biodigestore in tutta l’area interessata.
La locandina della manifestazione in programma l’8 novembre
Le foto utilizzate nell’articolo sono state scattate dal fotoreporter e giornalista Salvatore De Rosa che ringraziamo per la cortese e gentile concessione ai fini della pubblicazione. Le immagini provengono da manifestazioni e sit-in organizzati negli ultimi anni a Gricignano di Aversa contro il biodigestore.
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