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Home Spettacoli Musica

“Stoccolma” di Fremir è un viaggio tra musica e parole alla ricerca di se stessi

Tra gli album più interessanti nel panorama del cantautorato indipendente italiano, “Stoccolma” è il primo lavoro in studio di Fremir, progetto musicale composto dalla cantautrice partenopea Francesca Salzano e dai musicisti Mattia Pisani e Gianluca Giovanna

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
31 Gennaio 2025
in Musica, Spettacoli

L’ALBUM

Stoccolma è il primo lavoro discografico di Fremir, progetto di musica folk-cantautorale tra i più interessanti sulla scena indipendente italiana. Il progetto è nato a Milano ma le sue radici sono alle falde del Vesuvio, terra d’origine della cantante e fondatrice Francesca Salzano. Voce, chitarra solista e autrice dei testi, la cantautrice partenopea è accompagnata in questo viaggio musicale da Mattia Pisani alla batteria e da Gianluca Giovanna al basso. La scelta del nome – spiega la cantante – deriva dal portoghese “fremir”, in italiano “fremere”, una scelta non casuale per ribadire quel bisogno di raccontare, attraverso la musica, il proprio mondo interiore, quel turbinio di emozioni che come la lava del Vesuvio ardono dentro.

La cantautrice Francesca Salzano

Ascoltando Stoccolma si percepiscono influenze e stili provenienti dalla musica italiana degli ultimi anni, in particolare da artiste come Carmen Consoli, Paola Turci e Levante, e da musicisti di impronta cantautorale come Brunori SAS e Giovanni Truppi. Il titolo – racconta la cantautrice – è un riferimento alla Sindrome di Stoccolma, stato di alterazione psicologica in cui le vittime nutrono sentimenti positivi verso i carnefici. L’album si presenta come una piramide di emozioni, regalando la sensazione di una stratificazione emotiva vivida. Questa struttura “a strati”, caratterizzata da coerenza e linearità nell’impianto narrativo e musicale, affronta i diversi stati d’animo in maniera delicata e intimistica. Completamente autoprodotto, Stoccolma è disponibile su Spotify, Apple Music, YouTube e Amazon Music ed è stato anticipato dai singoli Margherita Nikolaevna, Il padre che torna e Pollice nero.

Francesca Salzano dal vivo

Non passa inosservata la copertina dell’album che si presenta con un’immagine dal forte significato simbolico. Si tratta di una foto scattata dalla stessa cantautrice che ritrae delle pareti attraversate da diversi passaggi, creando un particolare effetto ottico. Questo gioco di prospettive, infatti, sembra uno specchio in cui potersi guardare, mentre ogni passaggio conduce in una stanza. È attraverso questi spazi vuoti che si svolge il segreto dell’esistenza: ogni stanza simboleggia uno stato d’animo nel quale è possibile ritrovare una parte di sé. Al termine di queste geometrie c’è una stanza più buia, poi l’ultimo passaggio si apre verso l’esterno, dove filtra una luce penetrante. La fine di questo percorso coincide con la guarigione, con il prendere coscienza di se stessi.

Stoccolma è il primo album in studio di Fremir

In questo primo album Fremir ci regala una composizione esistenziale nella sua essenzialità: la sua è una musica introspettiva, capace metterci a nostro agio davanti a noi stessi, senza il timore di riconoscere vulnerabilità e fragilità. Stoccolma è un album di domande ma anche di risposte, indicando una via d’uscita quando i lacci intorno al cuore diventano stretti, una strada che passa attraverso la propria autoconsapevolezza, in cui il prendersi cura di sé fa parte del percorso di guarigione. Uno dopo l’altro, i brani dell’album diventano flussi di self-consciousness capaci di innescare, attraverso un’intrinseca azione terapeutica, meccanismi di autodifesa e di self-care emotivo che si concretizzano in processi di costruzione e maturazione della propria dimensione emotiva e affettiva.

I BRANI

Non è un caso che ad aprire l’album sia proprio La patologia, brano “manifesto” che si presenta come un flusso di pensieri che si dispiegano in un’esplorazione del proprio io interiore. Come si evince dal titolo, si tratta di una canzone che affronta il tema delicato delle fragilità emotive, per poi innescare un processo curativo per mezzo della musica. Il pezzo è realizzato su arrangiamenti strumentali in chiave pop-folk accompagnati dalla malinconica poeticità dei versi dell’autrice, che esprimono la volontà e il desiderio di esplorare il proprio mondo esistenziale.

Cover de La Patologia – artwork Federica Cito

Si presenta con una potente immagine evocativa Il padre che torna. La canzone è una confessione dalle sonorità folk che affronta il tema della difficoltà nel relazionarsi, nonché dell’incomunicabilità e delle incomprensioni che possono sorgere nei rapporti familiari, in questo caso nel legame tra padre e figlia. Un gap che può essere causa di dissapori e dissidi, e che può portare allo smarrimento e alla perdita di punti di riferimento, fino al rifiuto e all’allontanamento. Tuttavia se c’è amore c’è sempre una possibilità di reincontrarsi. Come? Con l’accettazione della diversità e il riconoscimento reciproco.

Cover de Il padre che torna

La canzone Medusa, serpente, mantide si arricchisce di un forte significato simbolico, con i tre animali che rappresentano tre modi di essere differenti, con tratti psicologico-comportamentali che possono rappresentare le tappe della formazione della propria personalità. Così come esistono i romanzi di formazione, esistono anche “canzoni di formazione”, come in questo caso. La protagonista del brano, alter ego dell’autrice, vive una metamorfosi, una trasformazione che costituisce “una scelta difficile ma necessaria” per riappropriarsi della propria libertà. Il brano fonde in maniera convincente arrangiamenti e basi pop con la vena poetica della cantautrice.

Lo splendido brano Margherita Nikolaevna, una delle perle musicali di questo album, trae ispirazione dal celebre romanzo Il Maestro e Margherita, dello scrittore russo Mikhail Bulgakov. La protagonista della storia, “invisibile e libera come Margherita sui tetti di Mosca“, viene narrata da Fremir con dolce e malinconica delicatezza, al punto da far sognare l’ascoltatore a ogni nota. Le vicende dell’eroina del capolavoro di Bulgakov si trasformano in un racconto quotidiano composto da parole, suoni e immagini in cui chiunque può immedesimarsi. Ciò è possibile grazie a un intreccio narrativo che lega insieme la musica, la letteratura e le piccole cose che riempiono la vita di tutti giorni.

Cover di Margherita Nokolaevna

É Maddie è un pezzo “surreale”: a un primo ascolto potrebbe trarre in inganno, ma non vogliamo svelare il “mistero”. Qui la voce di Fremir si fa avvolgente e suadente come un canto di sirena, mentre arpeggi e melodie accompagnano le vocalità della cantautrice. Il testo canta del vivere di sensazioni, in una dimensione immaginifica dove sogno e realtà si fondono e si confondono, abbattendo ogni parete dimensionale, così da poter raggiungere la parte più autentica del nirvana. In questo spazio onirico, sospeso nell’immaginazione, in cui il tempo e i ricordi si dilatano fino a sbiadire, si aprono nuovi orizzonti e splendide visioni.

I templi sono chiusi si presenta in vesti grintose e ritmate, per affrontare il tema del senso di appartenenza, non a qualcuno o a qualcosa, bensì a se stessi in quanto punto di riferimento imprescindibile intorno al quale costruire la propria vita. Per poter superare i momenti più bui e complicati Fremir ci ricorda che è necessario reagire e agire per cambiare davvero le cose, di riappropriarsi del proprio destino, liberandosi dai pesi emotivi e da falsi bisogni, in particolare da quelle dipendenze affettive che rappresentano una trappola da cui non è facile uscire.

In Fino all’orlo, brano in cui la voce della cantante si fa spazio con determinazione tra sonorità pop-folk, il testo si presenta nella forma di un incitamento, un incoraggiamento motivazionale a non lasciarsi risucchiare dai sentimenti negativi, a buttarli fuori per poter risalire a galla anche dopo aver toccato il fondo. Emerge così quanto sia importante farsi forza e coraggio per venirne fuori, superando vuoti e assenze, ansie e paure. Vivere la vita con pienezza, senza farsi condizionare e senza mai rinunciare a ciò che si è e che si ama, diventa l’unica possibilità di riscatto.

Chiude l’album Pollice nero, tra i brani più toccanti della raccolta. La canzone affronta coraggiosamente il tema della violenza di genere. Fremir ci racconta infatti di una di una molestia sessuale, condizione che accomuna molte donne e che troppo spesso viene sottovalutata. Eppure – come ci tiene a ribadire la cantautrice – si tratta di una forma di violenza molto diffusa, e che sebbene lasci cicatrici invisibili, segna le profondo la quotidianità di tante donne. La canzone ha la forma descrittiva dello stato psicologico di chi subisce violenze e nasce dall’esigenza di denunciare il fatto che sono tantissime le donne che hanno subito e che subiscono molestie e violenze ogni giorno. Dai contorni pop e r’n’b, Pollice nero arriva dritta al cuore grazie alla dolce e malinconica voce di Francesca Salzano.

Cover di Pollice nero – artwork Federica Cito

Stoccolma è dunque un invito a guardarsi dentro, a riconoscere se stessi senza rinunciare a vivere. I testi delle canzoni prendono spunto dalla complessità delle relazioni umane assieme alla ricerca di possibili vie d’uscita dalle relazioni tossiche, dalle dipendenze affettive e, parafrasando Calvino, dagli “amori difficili“. La composizione strumentale dell’album mantiene una struttura coerente e riconoscibile, avvalorata da un registro linguistico ricco di immagini evocative. Il missaggio è realizzato per dare risalto alla voce profonda di Francesca Salzano, una voce sincera, l’abbraccio di un’amica che ti scalda in una gelida notte d’inverno. Le canzoni sono confessioni esistenziali che si posizionano in un genere cantautorale genuino e autentico. Siamo di fronte a un concept album unico nel panorama musicale italiano, con l’augurio che possa uscire da quell’angolo in cui troppo spesso viene relegata la musica d’autore.

IL PROGETTO MUSICALE

Fremir nasce all’ombra del Duomo di Milano nel 2022 dall’incontro tra Francesca Salzano, Mattia Pisani e Gianluca Giovanna. Inizialmente – come spiega la cantante – tutto era nato per gioco, essendo i tre musicisti uniti dall’amore per la musica d’autore. Un passatempo che si è trasformato in qualcosa di più, fino a diventare una collaborazione stabile concretizzatasi con la registrazione e la pubblicazione di Stoccolma. Fin dagli esordi Fremir ha preso parte a diverse rassegne e festival, impegnandosi attivamente per l’inclusione di genere nel mondo della musica. Francesca Salzano è stata infatti promoter del format musicale Pericolo Costante – Cantautrici in cerca di spazio, presentato alla Milano Music Week.


L’esibizione al Bicocca Music Festival, contest musicale organizzato dall’Università di Milano-Bicocca, ha commosso ed emozionato pubblico e addetti ai lavori. La cantautrice partenopea ha prestato anche grande attenzione ai temi dell’ambientalismo, partecipando all’ultima edizione del Wimby Fest, rassegna artistico-musicale nata per il rilancio della Terra dei Fuochi, dimostrando grande amore e un forte attaccamento per la sua terra d’origine. Fremir è inoltre arrivata finalista al prestigioso Premio Bianca d’Aponte, riconoscimento musicale che vede la partecipazione delle giovani promesse della musica italiana.

Fremir dal vivo

Il 2024 è stato un anno ricco di impegni e di lavoro, conclusosi con la pubblicazione di Stoccolma, che ha ricevuto giudizi positivi dalla critica musicale che l’ha inserito nella classifica dei migliori album pubblicati da artisti emergenti nell’ultimo anno. Anche il 2025 è iniziato al top, con il successo riscosso all’open act della rassegna musicale Origimi, nata per promuovere gli artisti e le produzioni indipendenti più interessanti del panorama musicale italiano. A Francesca Salzano, Mattia Pisani e Gianluca Giovanna va il nostro più sincero in bocca al lupo affinché anche quest’anno sia ricco di soddisfazioni!

Femir è Francesca Salzano, Mattia Pisani e Gianluca Giovanna

…e ora buon ascolto con Stoccolma!


Stoccolma – Credits
Testi: Francesca Salzano
Arrangiamenti: Francesca Salzano (chitarra e voce), Gianluca Giovanna (basso elettrico e synth), Mattia Pisani (percussioni)
Preproduzione: Gianluca Giovanna
Produzione: Simone Matteuzzi
Mix e master: Simone Sproccati e Nicola Roda
Copertine Pollice Nero e Patologia: Federica Cito / @qualcosa_psk
Altre copertine (compresa cover di Stoccolma): Francesca Salzano

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Tags: albumFrancesca SalzanoFremirMilanomusicaNapoliprimopianoStoccolma
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