Vaiolo delle scimmie: attivato a Caserta il Checkpoint® per la vaccinazione
La campagna di prevenzione contro il "Monkeypox Virus" procede spedita grazie al contributo delle associazioni LGBTQIA+. A fare il punto della situazione è il dott. Gianuario Cioffi, volontario dell'associazione "Rain Arcigay" di Caserta
La prevenzione sanitaria costituisce senza dubbio la prima barriera per proteggersi in maniera sicura ed efficace contro la diffusione delle malattie infettive, soprattutto tra la popolazione adulta e giovanile, sia che si tratti delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) più comuni come la candida, la gonorrea, la sifilide e la clamidia, sia che si tratti delle infezioni causate da virus patogeni come il papilloma virus, l’herpes genitalis, l’HIV e le epatiti A, B e C. Alla classe delle infezioni provocate dai virus fa parte anche una patologia della quale si è dibattuto molto in questi mesi a causa del riaccendersi, in Italia e all’estero, di diversi focolai di contagio che hanno fatto scattare l’allerta della comunità medico-scientifica e fatto alzare il livello di attenzione da parte delle istituzioni sanitarie: parliamo del vaiolo delle scimmie.
Per monitorare i casi di contagio in Italia e onde prevenire la diffusione dell’agente patogeno tra la popolazione, il Ministero della Salute ha siglato nei mesi scorsi un protocollo d’intesa “storico” che ha dato il via libera a un’importante collaborazione con le associazioni LGBTQIA+, le quali hanno dimostrato grande sensibilità e attenzione verso le tematiche riguardanti la salute, in particolare sulla medicina di genere e sulla salute sessuale. Lo scopo di questa innovativa strategia d’intervento è quello non solo di permettere alle realtà coinvolte nel progetto di fungere da “sentinelle” del territorio, così da mettere in moto, in maniera efficace e tempestiva, la macchina della prevenzione sanitaria, ma anche per combattere lo stigma sociale che potrebbe sorgere su di un tema socio-sanitario molto delicato. È questo il caso del Checkpoint®di Caserta, servizio di monitoraggio e prevenzione sanitaria completamente gratuito organizzato dall’associazione Rain Arcigaycon il supporto del nuovo Centro LGBTI+ del capoluogo casertano.
Le due realtà sono infatti a lavoro per raccogliere le richieste di prenotazione per la somministrazione del vaccino contro il vaiolo delle scimmie. La manifestazione di interesse sanitario si svolge sotto il monitoraggio dell’U.O.C. Malattie Infettive e Tropicali dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli. I soggetti che rientrano nei parametri di rischio definiti dal target vaccinale reso noto dal Ministero(consultabile qui) possono contattare il Checkpoint® per la richiesta di vaccinazione. Per prenotarsi ed essere inseriti in lista d’attesa è semplice: per prima cosa bisogna compilare l’apposito modulo on-line inserendo tutti i dati richiesti (clicca qui). Una volta presa a carico la domanda, in base al livello di rischio e alla disponibilità delle dosi, l’utente verrà contattato per fissare l’appuntamento per la somministrazione del farmaco. La vaccinazione verrà effettuata in totale sicurezza presso il centro vaccinale dell’Ospedale Cotugno di Napoli, unica struttura abilitata in Campania, sotto il controllo del personale medico specializzato. L’iniziativa di prevenzione sanitaria è coordinata dal dott. Gianuario Cioffi assieme al quale collaborano medici e volontari dell’associazione Rain Arcigay.
Il dott. Giuanuario Cioffi, medico-chirurgo, volontario dell’associazione Rain Arcigay
Ma cos’è il vaiolo delle scimmie e soprattutto ci dobbiamo preoccupare? A spiegarcelo da vicino è proprio il dott. Gianuario Cioffi. “Il vaiolo delle scimmie è un’infezione virale di tipo zoonotico, cioè che può essere trasmessa dagli animali all’uomo oppure dall’uomo a un altro uomo. A provocarlo è il Monkeypox Virus (MPXV), agente patogeno appartenente alla famiglia dei Poxviridae, virus con DNA a doppio filamento. L’infezione è nota da diverso tempo. È chiamata così perché si tratta di una forma di vaiolo scoperta per la prima volta nelle scimmie e si è diffusa a partire dall’Africa. Nell’ultimo anno, tuttavia, sono scoppiati diversi focolai al di fuori del continente africano, facendo alzare il livello di allerta delle autorità sanitarie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha infatti dichiarato il vaiolo delle scimmie emergenza di salute pubblica internazionale. In questi mesi, per fortuna, l’epidemia sta dimostrando una fase di regressione, ciò è avvenuto grazie a molteplici fattori tra cui l’efficacia della prevenzione e la tempestività della vaccinazione”.
Quali sono i sintomi più comuni?Può essere pericoloso?E quali possono essere le complicazioni? “Nell’uomo l’infezione si manifesta con i classici sintomi dell’influenza come febbre, stanchezza, mal di testa, astenia e dolori muscolari. Il periodo di incubazione può durare mediamente da una a tre settimane. In seguito all’insorgenza dei sintomi si manifesta nella maggior parte dei pazienti un’eruzione cutanea con la comparsa sulla pelle di vescicole, pustole e croste tipiche del vaiolo. Le aree del corpo maggiormente colpite sono le zone genitali e perianali, il viso, il torace, le gambe, le braccia, le mani e i piedi. In presenza di questi sintomi il paziente deve isolarsi immediatamente e contattare il proprio medico. Il vaiolo delle scimmie può causare, in soggetti debilitati a causa di patologie pregresse, complicazioni severe le quali richiedono il ricovero ospedaliero. I soggetti che corrono maggiori rischi per la salute sono i neonati, i bambini e le persone con un sistema immunitario compromesso”.
Come avviene la trasmissione dell’agente virale e quali sono i soggetti maggiormente esposti al rischio di contagio? “La trasmissione nell’uomo può avvenire tramite contatto con animali infetti oppure da uomo a uomo previo contatto stretto con una persona infetta. Il virus può essere trasmesso in vari modi, sia attraverso contatto fisico, sia attraverso oggetti contaminati di uso personale come vestiti, biancheria, posate, ecc. L’infezione viene trasmessa anche da madre in figlio durante la gravidanza e l’allattamento. I soggetti a rischio maggiormente esposti all’infezione sono le persone gay, transgender, bisessuali, sex workers e più in generale le persone sessualmente attive inclini a rapporti occasionali o a più relazioni. Il rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie non è però limitato solamente a questa categoria di persone. Chiunque abbia avuto contatti con una persona positiva è da considerarsi a rischio. L’uso del preservativo resta a ogni modo fondamentale per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, ma nel caso del Monkeypox Virus risulta inefficace”.
Come si effettua la diagnosi? Cosa deve fare il paziente in caso di positività? Esistono cure efficaci? “La diagnosidel vaiolo delle scimmie viene effettuata tramite l’esame delle urine e il prelievo di sangue, che rivelano la presenza dell’infezione. In caso di positività al virus, il paziente contagiato dovrà isolarsi restando in quarantena fino alla scomparsa dei sintomi, evitando il contatto con qualsiasi persona e animale domestico. Il paziente deve inoltre indossare la mascherina, avere sempre le mani igienizzate e soprattutto non deve toccare le lesioni cutanee provocate dal vaiolo. Per quel che riguarda le cure possono essere sia generiche che specifiche in relazione alla sintomatologia. Tenendo presente che i sintomi tendono a scomparire tra le tre e le quattro settimane, è necessario che il paziente monitori, con l’ausilio del medico, lo sviluppo dei sintomi per almeno 21 giorni, fino alla sua completa guarigione. Al paziente, in base alle sue condizioni di salute, il medico potrà prescrivere antidolorifici, antipiretici o antivirali mentre il ricovero in ospedale è previsto solo in caso di complicazioni e per i casi più urgenti”.
Cosa può dirci infine in merito al vaccino? Le persone maggiormente a rischio possono vaccinarsi in piena sicurezza?Cosa consiglia? “Il vaccino attualmente disponibile contro il vaiolo delle scimmie è lo stesso già usato contro il vaiolo. È assolutamente sicuroed è distribuito con i nomi commerciali di Imvanex / Jynneos dalla casa farmaceutica danese Bavarian Nordic. Si tratta di un vaccino a virus inattivato, il quale viene somministrato per permettere all’organismo di raggiungere l’immunizzazione contro l’agente patogeno responsabile dell’infezione. Ha inoltre dimostrato un’efficacia superiore all’80%. La vaccinazione è raccomandata per prevenire l’insorgenza dell’infezione nei soggetti considerati a rischio di età superiore ai 18 anni che non sono allergici o sensibili ai principi attivi del farmaco. La vaccinazione consiste nella somministrazione di due dosi a distanza di almeno quattro settimane l’una dall’altra sotto il controllo medico. La campagna vaccinale proseguirà anche nelle prossime settimane. Nel frattempo è importante informarsi e proteggersi. La nostra prima arma di difesa è la prevenzione”.
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