È stato pubblicato il rapporto 2020 sul “Benessere equo e sostenibile” a cura dell’Istat, noto anche come indice Bes. Il report nasce per analizzare in maniera esaustiva il progresso sociale ed economico in Italia, tenendo in considerazione tutta una serie di fattori e di indicatori che misurano l’indice di sviluppo del Paese. Da una lettura approfondita dei dati e degli indicatori utilizzati (in totale 152, così come sancito dal programma Next Generation Ue), emerge subito come la pandemia abbia influito in maniera drammaticamente negativa sulla crescita economica, sociale e culturale nazionale. I numeri elaborati dall’Istat, inseriti e contestualizzati all’interno di dodici macroaree di interesse, non lasciano spazio a nessun’altra interpretazione: le diseguaglianze sono in netto aumento nel 2020 e il prolungarsi della crisi anche per tutto il 2021 non lascia sperare in una ripresa nel breve periodo.
Il crollo evidente dei livelli economici e produttivi rispetto al 2019 ha generato una reazione a catena che ha colpito la società italiana, in particolare le famiglie, ritrovatesi più povere. L’effetto negativo ha fatto sentire tutto il suo peso sui redditi, sul potere d’acquisto e sulla spesa al consumo dei nuclei familiari, aumentando in maniera considerevole il gap economico in determinate categorie sociali, in particolare tra le donne e i giovani, e aggravando le condizioni sociali di alcuni territori, specialmente al Sud. Quello che emerge, dunque, è il quadro di un Paese in affanno, letteralmente schiacciato dalla pandemia. I dodici domini su cui si è focalizzata l’analisi dell’Istat sono: salute, istruzione, lavoro, benessere economico e soggettivo, sicurezza, servizi, ambiente, relazioni sociali, politica e istituzioni, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione.







