Dopo quasi una settimana di discussione parlamentare, segnata dalle polemiche scoppiate tra i banchi della maggioranza e dell’opposizione, nella giornata di ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto scuola, che diventa così legge. Il decreto andrà a regolarizzare diverse questioni inerenti il mondo della scuola, disciplinando gli esami di Stato del primo e del secondo ciclo d’istruzione, la valutazione finale degli studenti, la conclusione dell’anno scolastico in corso e l’avvio del prossimo, comprese le prove di maturità, le nuove modalità di assegnazione dei voti di profitto e i piani integrati di edilizia scolastica da ultimare entro la fine di quest’anno.
Ma le novità più rilevanti previste dal decreto riguardano soprattutto l’assunzione dei precari. A cambiare sono le regole per partecipare al concorso straordinario per l’ingresso nella scuola secondaria di primo e secondo grado riguardo l’assunzione di trentaduemila insegnanti. I docenti che hanno i requisiti per parteciparvi non eseguiranno più la prova a crocette, bensì dovranno rispondere alle domande a risposta aperta. Ogni classe concorsuale sarà caratterizzata da prove differenti. Il bando di concorso, già pubblicato lo scorso aprile, subirà delle variazioni con l’introduzione delle novità previste dal decreto, mentre le prove saranno svolte appena superata la fase critica dell’emergenza epidemiologica. I vincitori del Concorso scuola 2020 che verranno immessi in ruolo nel corso dell’anno scolastico 2021/2022, ma che rientrano ancora nella quota di posti destinati all’anno scolastico 2020/2021, saranno coperti contrattualmente a partire dal primo settembre del 2020. Gli insegnanti saranno reclutati dalle graduatorie provinciali e assunti con contratto a tempo determinato.

