La politica ad Aversa ha perso l’ennesima occasione per dimostrare di essere all’altezza delle aspettative dei cittadini. Un nuovo tonfo, fragoroso, in un periodo difficile, dove chiusi nelle proprie case, privati della libertà da misure restrittive mai adottate in precedenza, i residenti hanno assaporato l’ennesima delusione. Sono trascorsi diversi giorni dal burrascoso epilogo dello scontro tra alcuni consiglieri di maggioranza e il sindaco Alfonso Golia, che ha avuto il suo picco con la defenestrazione dell’assessore al Bilancio Nico Carpentiero, ma nessuno, a oggi, conosce i reali motivi della crisi politica e amministrativa in città.
L’ex amministratore Carpentiero, spalleggiato da un gruppo di consiglieri comunali poco soddisfatti della condotta politica del primo cittadino, ha evidenziato di essere stato abbandonato al suo destino nel momento in cui era pronto a rivelare agli aversani gli “scheletri nell’armadio” del Palazzo, frenato in quell’operazione verità promessa da tutti in campagna elettorale. Anche noi ci siamo illusi; eravamo pronti a raccontare le “malefatte” e i motivi che avevano spinto l’assessore al Bilancio e i consiglieri con i “mal di pancia” a esternare con grande energia il loro malumore per ciò che stava accadendo al secondo piano dell’edificio di piazza Municipio.
Una bomba pronta a esplodere, ma che, fino a questo momento, ha la miccia bagnata. Come giornale, nato appena quattro mesi fa, abbiamo una linea editoriale ben precisa. Con l’editore, al momento della fondazione de Il Crivello, è stato stretto un patto: il nuovo quotidiano non appartiene alla proprietà, non è del direttore, né della redazione. I padroni restano esclusivamente i lettori, ai quali vanno rivolti i nostri sforzi di ricerca della verità, per ogni notizia trattata.
Questo accordo non è stato oggetto di trattativa, ma è ciò che spontaneamente è venuto fuori dall’amicizia tra due uomini liberi: l’editore, un imprenditore indipendente del cinema, senza “padrini”, e un giornalista, il sottoscritto, che, anche a discapito della propria carriera, ha scelto di non legarsi mai ai “sistemi di poteri”.
Su questo principio stiamo cercando di raccontare, con molta fatica, l’ultima nebulosa crisi politica ad Aversa. Da giorni stiamo provando a intervistare il protagonista principale della vicenda, l’assessore Carpentiero, dalle cui iniziali esternazioni è esploso il caso politico in città. Le abbiamo provate tutte, ma l’ex amministratore non è disposto a parlare e, anche in questo caso, non se ne conosce il motivo.
Dopo l’intervista al sindaco Golia, che ha specificato la sua posizione, rispedendo al mittente le accuse velate, sarebbe opportuno che Carpentiero parlasse, per far conoscere alla città i motivi della sua indignazione, dato che avrebbe anche scritto alla Corte dei Conti. Cosa lo ha spinto a compiere un atto così estremo? Perché nei comunicati stampa, con frasi mezze dette, si fa intendere che il primo cittadino ha compiuto scelte non trasparenti? Perché qualche mese fa si era dimesso per poi, dopo un colloquio riservato con il sindaco, ritornare sui propri passi?
Sono queste le domande che vorremmo porre all’ex assessore al Bilancio, per far sì che quell’operazione verità, tanto decantata da tutti, possa trovare un fondamento concreto e non rimanere semplicemente un’enunciazione, per permettere ai cittadini aversani di conoscere realmente cosa sta succedendo in città.
Infine, la crisi politica, con un’amministrazione che ha perso per strada tre assessori su sei in pochi mesi. A proposito, a breve saranno sostituiti e già impazza il toto nomi. Il primo cittadino recentemente ha dichiarato che anche se cambiano gli interpreti, la strada maestra da seguire resta la stessa. In tutta onestà ci sentiamo di dire al sindaco, visti i risultati fino a questo momento raggiunti, di provare a cambiare anche indirizzo.