Intitolata alla partigiana Lidia Menapace la nuova sezione atellana dell’ANPI
Lidia Menapace è stata una delle personalità più rappresentative della Resistenza e del Nocevento italiano, impiegando un'intera vita nella diffusione del valori dell'antifascismo, del femminismo e del pacifismo
Anche Orta di Atella, città dell’hinterland casertano storicamente famosa per il terribile massacro dei Martiri Atellani – strage nazifascista che procurò la morte di venticinque persone innocenti nel settembre del ‘43 – ospiterà una sezione territoriale dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigianə d’Italia. La sede ortese della storica associazione italiana nata nel 1944 aspira a rappresentare un punto di riferimento per la città e per l’Agro atellano al fine di diffondere e promuovere in tutto il territorio i valori democratici trasmessi dalla Costituzione della Repubblica Italiana, intesa come il frutto più nobile e alto di ciò che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi la lotta partigiana per la libertà.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte Agostino Morgillo, presidente provinciale dell’ANPI di Caserta; Vincenzo Calò, responsabile nazionale dell’ANPI per il Sud Italia e una delegazione composta dai rappresentanti delle istituzioni cittadine tra cui la fascia tricolore Vicenzo Gaudino e l’assessora all’Istruzione Marilena Belardo, i quali hanno provveduto a deporre una ghirlanda floreale in memoria dei Martiri Atellani. A coordinare la sezione sarà l’ex insegnante ortese Giovanni Fiorito mentre la sede dell’associazione porterà il nome di una delle personalità di spicco della Resistenza Italiana: la partigiana, militante politica e femminista Lidia Menapace. Una vita intera, la sua, spesa ininterrottamente in mille e più battaglie per affermare i valori dell’antifascismo, del femminismo e del pacifismo. Presenti all’iniziativa anche i rappresentanti dello storico circolo Mario Greco di Orta di Atella, i membri del collettivo Città Visibile e le attiviste dell’associazione Officina Femmista.
L’ANPI è un’associazione composta da liberi cittadini democratici e antifascisti che si rivedono nei principi della Costituzione. Lo scopo della neonata sezione atellana è quello di realizzare un presidio democratico dove coltivare la memoria e costruire il futuro, trasmettendo ai giovani i valori e gli ideali della Resistenza e della Liberazione. La decisione di inaugurare una sede a Orta di Atella non è casuale poiché la città atellana, in quel tragico 30 settembre del 1943, pagò con il sangue di venticinque suoi concittadini la crudeltà e la ferocia nazifascista. Nonostante ciò il popolo ortese seppe resistere con grande dignità e orgoglio alle più cieche e dure sofferenze, offrendo un ammirevole esempio di coraggio e di amore per la propria terra, tanto da ricevere nel 2003, sessant’anni dopo quello che passò alla storia come l’eccidio dei Martiri Atellani, la meritata Medaglia d’argento al valore civile. La nuova sede dell’ANPI contribuirà quindi a dare lustro e prestigio alla storia della città e a tuttə coloro che hanno sacrificato la propria vita per regalarci quei diritti e quelle libertà di cui oggi godiamo.
Le iniziative promosse dall’ANPI non sono nostalgiche rievocazioni di un passato lontano. La memoria storica rappresenta al contrario uno stimolo alla riflessione necessario in un mondo in cui guerre e dittature bussano pericolosamente alla nostra porta con il loro carico di distruzione, di povertà e di dolore. Per questo è importante riflettere su quanto siano state preziose le conquiste sociali e civili nate in seno alla lotta partigiana, dalla quale ha preso vita la nostra Costituzione, fautrice di quei valori di giustizia, di uguaglianza, di pace e di libertà indispensabili a garantire un futuro di progresso per il nostro Paese. Il ruolo dell’ANPI è più attuale che mai, assumendo il compito di “sentinella” affinché vengano rispettati i principi di democrazia e di libertà, oltre a svolgere una funzione pedagogica rivolta ai giovani affinché non si facciano disorientare o illudere dalla dimensione dell’effimero o dal disinteresse per vita sociale, civile e politica. È in un clima di indifferenza e di incertezza che vecchi e nuovi fascismi rischiano di prendere il sopravvento. A questi bisogna rispondere con la cultura, la solidarietà e i diritti.
Per lo stesso motivo professarsi antifascisti oggi, di fronte a ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo,assume ancora più significato. La nostra Costituzione è essa stessa “antifascista” non solo perché contiene la famosa XII Disposizione transitoria e finale che vieta “la ricostruzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista“, ma lo è perché ogni articolo è stato scritto in antitesi all’ideologia fascista. I Padri e le Madri Costituenti vissero sulla propria pelle le violenze e ingiustizie del regime, compreso l’orrore della guerra: molti di loro furono spediti al confino, andarono in prigione oppure finirono per essere deportati nei di campi di concentramento. Gli stessi Padri Costituenti furono anche partigiani poiché combatterono in prima persona per restituire dignità e libertà al Popolo Italiano, vedendo tristemente perire sotto i colpi delle “camicie nere” familiari, amici e parenti gli uni dopo gli altri. Ma ciò non bastò a fermare la soro sete di giustizia e di libertà.
Per tale ragione l’Assemblea Costituente scrisse un testo che propugnasse principi, ideali e valori ancora oggi attuali e che rappresentassero l’esatto contrario di tutto quello che era stato imposto durante il regime. I Costituenti scrissero così parole chiare e inequivocabili – gli articoli della nostra Costituzione – per dire mai più al fascismo. Dare questa impostazione alla Carta significava non solo chiudere i conti con il passato ma anche formare quegli anticorpi democratici necessari qualora un tale pericolo si fosse ripresentato in futuro. La Costituzione, la Resistenza e la Liberazione rappresentano un patrimonio di valori inestimabile lasciato in eredità alle future generazioni, per questo vanno difese e protette. La consapevolezza e la conoscenza del passato vanno sempre coltivate affinché ci aiutino a districarci nel presente, evitando di cadere nelle trappole e nelle insidie della modernità, come i nazionalismi, i sovranismi e i populismi reazionari, offrendoci dei punti di riferimento imprescindibili nella nostra condotta da cittadini.
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