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Home Politica

Orta di Atella, il sindaco Gaudino ritira le dimissioni e “blinda” il Piano urbanistico

Scongiurando lo spettro del commissariamento il primo cittadino atellano ha ritirato in mattinata le dimissioni. Messo al sicuro, con una delibera di giunta, anche il PUC

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
26 Marzo 2022
in Politica

È ufficiale: il primo cittadino di Orta di Atella Vincenzo Gaudino si è recato questa mattina presso gli uffici comunali di viale Petrarca per ritirare le dimissioni. Il 7 marzo scorso la fascia tricolore ortese aveva infatti presentato le sue dimissioni a causa di uno strappo politico avvenuto con un pezzo della sua stessa maggioranza, in particolare con una parte del gruppo dei Democratici & Riformisti. La risolutezza dimostrata da Gaudino nel prendere questa delicata decisione arrivò successivamente a una serie di problematiche sorte all’interno della stessa coalizione di centro-sinistra premiata nelle urne a novembre, con i Dem che avevano preferito praticare la strada di un “appoggio esterno”.

Gaudino aveva venti giorni di tempo per ritrattare una scelta inaspettata, che aveva lasciato tutti di sorpresa, sia tra i consiglieri eletti nella compagine della maggioranza che dell’opposizione. Gli attriti sorti nelle scorse settimane sull’indirizzo politico da adottare per quel che riguardava le principali decisioni amministrative dell’Ente, dopo un lungo “braccio di ferro” tra lo stesso primo cittadino e i suoi alleati, sembrerebbero così essere rientrati, trovando un assetto che garantisca un nuovo equilibrio tra le componenti politiche della coalizione. I cittadini ortesi, dal canto loro, di fronte a questa crisi politica arrivata dopo nemmeno quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, avvenuta lo scorso 29 novembre, avevano temuto il peggio per le possibili ripercussioni sulle sorti della propria città. Orta di Atella, viste le enormi problematiche che l’affliggono da oltre un ventennio, molte delle quali avranno bisogno di tempo prima di poter essere risolte, ha bisogno di unità di intenti e di stabilità amministrativa per superare ogni tipo di ostruzione e di paralisi politica.

La decisione del sindaco presa in extremis (domenica sarebbe infatti scaduto il termine ultimo per il ritiro delle dimissioni) ha così scongiurato l’incubo di un ennesimo commissariamento. Gaudino, dal canto suo, visto il grande onere che si è assunto nel governare una città che non solo si rivela difficile da amministrare, ma sulla quale pesano le pesanti eredità lasciate dalle amministrazioni passate, le quali hanno lasciato in città cicatrici ancora aperte e difficili da sanare nel breve periodo, non avrebbe alcuna intenzione di abbandonare la città al suo destino, lasciando i cittadini ortesi orfani del loro sindaco, né di “gettare la spugna” di fronte alle incomprensioni che avevano messo in discussione i rapporti con i consiglieri di maggioranza. Gli scenari politici futuri resterebbero però ancora aperti, anche in vista delle nomine di alcuni ruoli apicali nella giunta. Ci sarà da capire se dopo questa crisi politica la maggioranza ne uscirà indebolita nei numeri ma rafforzata nell’indirizzo politico, mettendo comunque al sicuro l’azione amministrativa, oppure se lo strappo sarà ricucito del tutto. La partita, quindi, non sarebbe chiusa e i tempi supplementari, se ci saranno, avranno come terreno di gioco ancora una volta il consiglio comunale. Se è vero che oggi i cittadini ortesi possono dire di avere nuovamente un sindaco e di aver scampato il pericolo, la “palla” passerebbe in ogni caso tra i banchi del civico consesso.

Il sindaco di Orta di Atella Vincenzo Gaudino

Adesso sta ai consiglieri comunali assumersi le proprie responsabilità di fronte alla cittadinanza, scegliendo da che parte stare: se dalla parte del “cambiamento” tanto sbandierato durante la campagna elettorale, oppure dalla parte della “restaurazione”. Dare la propria fiducia al sindaco Gaudino vorrebbe dire garantire stabilità e continuità amministrativa per i prossimi cinque anni; al contrario, “staccare la spina” ora significherebbe mandare l’amministrazione a casa, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero, tra opportunità sprecate e la possibile perdita dei fondi del Pnrr. Un treno che non si può perdere perché ne va il futuro della città. Ma bisognerebbe anche porsi le giuste domande, perché “il seme del dubbio e della riflessione guida l’uomo saggio sulla strada della verità“, cita un antico proverbio cinese. A chi gioverebbe che Sansone, utilizzando un eufemismo biblico, morisse assieme a tutti i filistei? Sicuramente non a chi sta lavorando esclusivamente per il bene della comunità. Sarebbe altrettanto plausibile che se qualcuno tra i banchi del civico consesso dovesse pensare di far venir meno il proprio sostegno alla maggioranza, in una fase così delicata per le sorti e il destino della città atellana, tradirebbe il mandato elettorale consegnatogli dai cittadini.

Inoltre, sebbene siano state settimane frenetiche per la politica ortese, ci sarebbe da sottolineare un passaggio politico-amministrativo importantissimo passato in sordina, cosa che non rappresenta affatto un dettaglio visto che la macchina amministrativa non si è mai fermata. Con la delibera numero 28 del 21/3/2022 la giunta comunale ha infatti adottato un provvedimento storico che “blinda” letteralmente il Piano urbanistico comunale (Puc) adottato in fase preliminare dalla Terna commissariale, bloccando così qualsiasi tentativo di speculazione edilizia. Il nuovo piano urbanistico della città è stato accuratamente studiato ex novo in fase di progettazione e di realizzazione da un team di esperti e di docenti universitari appartenenti ai dipartimenti di Ingegneria Civile e di Architettura dell’Università degli Studi di Salerno. Il provvedimento in questione, che porta le firme dello stesso sindaco Vincenzo Gaudino, del vicesindaco Vincenzo Tosti e degli assessori Marilena Belardo e Pasquale Del Prete assume una grande rilevanza politica poiché chiude in definitiva una delle pagine più buie e tristi della storia di Orta di Atella, per anni sommersa da colate di cemento che ne hanno segnato e ferito l’assetto urbanistico trasformandola in una “città dormitorio”, senza infrastrutture né servizi per i cittadini, e soprattutto in un paese incapace di rispondere ai bisogni e alle esigenze dei giovani.

Dunque gli ultimi provvedimenti adottati dell’Amministrazione guidata dall’avvocato Gaudino hanno dimostrato de facto di essere in totale discontinuità con il passato e in linea con le indicazioni tracciate dalla Commissione prefettizia per il ripristino della legalità in città oltre a riconsegnare al territorio un assetto e uno sviluppo urbanistico lineare e razionale. Al nuovo piano, che prevede più verde, nuovi spazi pubblici nonché un alleggerimento del carico insediativo nel rispetto del territorio e dell’ambiente, è stata data immediata attuazione dalla giunta per proseguire senza indugi l’iter già avviato precedentemente dalle commissarie. Il prossimo e ultimo step verso l’approvazione dei nuovi standard urbanistici passerà attraverso la verifica e il parere di conformità all’interno del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). Gaudino, con un’abile mossa da “giocatore di scacchi”, o si potrebbe dire più volgarmente da “asso piglia tutto”, è riuscito così mantenere per ora le redini del governo cittadino, ad approvare un provvedimento fondamentale per il futuro della città e a inchiodare la politica ortese di fronte alle sue responsabilità e ai suoi impegni presi con i cittadini durante la campagna elettorale. Cos’altro avrebbe potuto fare?

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Tags: dimissioniOrta di Atellapiano urbanisticoprimopianoVincenzo Gaudino
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